martedì 6 dicembre 2011

la manovra Monti


Riportiamo di seguito il testo della manovra del governo delle banche.
Ci riserviamo, dopo lettura, di commentare, ma si intuisce subito che chi paga la crisi è la gente comune, gli operai, i dipendenti, il pubblico, la sanità. I salari saranno tassati e non incrementati, tredicesime più snelle, aumento del precariato, bloccate la perequazione delle pensioni. Costo della politica intoccato, come gli stipendi milionari dei dirigenti delle aziende pubbliche, banche. 
Casa Anarchica



giovedì 1 dicembre 2011

1912-2012 i 100 anni dell'Unione Sindacale Italiana

fonte:http://ita.anarchopedia.org/Unione_Sindacale_Italiana




Nascita dell'USI

L'U.S.I. nacque a Modena nel 1912 durante un convegno tenutosi il 2324 e25 novembre:
«(L'assemblea) Delibera quindi;
in omaggio a questi criteri di dar vita ad un nuovo organismo nel quale d'accordo con tutte le forze operaie organizzate - estranee alla Confederazione Generale del Lavoro - sia possibile realizzare seriamente la realizzazione dell'Unità Proletaria Italiana, sulle indicate basi dell'aconfessionalismo, dell'apoliticismo di partito e dell'autonomismo sindacale.
Il Congresso fa però invito alle organizzazioni che accettano quest'ordine di idee di aderire senz'altro al nuovo Istituto Unitario lasciandole libere di tenere verso gli organismi nazionali esistenti quell'atteggiamento che crederanno più conveniente ai fini della conservazione dell'unità locale".
Messe ai voti le due mozioni, Bitelli e De Ambris, risultarono a:
DE AMBRIS, voti: 42.114
BITELLI, voti: 28.856
Astenuti, voti: 6.253
Era così nata l'Unione Sindacale Italiana.» 
I congressisti, in gran parte sindacalisti proveniente dalla C.G.L, ritenevano infatti che tale sindacato fosse ormai troppo asservito alla poltica portata avanti in parlamento dal Partito Socialista. All'U.S.I. aderirono rapidamente tutte le camere del lavoro più di sinistra (tra cui, in Emilia, le Camere del Lavoro di Bologna, Modena, Parma, Piacenza e Ferrara), rinsaldando le file organizzative del sindacalismo rivoluzionario nato e sviluppatosi subito dopo il primo sciopero nazionale in Italia del 1904.
Manifesto dell'USI-1913
Durante i suoi primi anni di vita l'organizzazione fu impegnata in una serie di lotte tendenti a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei proletari, senza mai trascurare l'impegnoantimilitarista che la caratterizzerà nel corso di tutta la sua storia. Immediatamente si contrappose alla Confederazione Generale del Lavoro per la sua politica rivoluzionaria ed intransigente, per il rifiuto di collaborazione con qualsiasi partito politico, per la sua volontà di organizzare anche i lavoratori non qualificati, per il suo rifutare qualsiasi collaborazione con loStato, per l'azione diretta e la non esclusione a prescindere della violenza.
Il II° Congresso dell'USI si tenne a Milano, dal 4 al 7 dicembre 1913.


La prima guerra mondiale

Alla vigilia del primo conflitto mondiale fu attraversata, come le altre organizzazioni della sinistra, dal ciclone dell'interventismo. Espulsi coloro che, al suo interno, si erano schierati per l'intervento militare dell'Italia contro l'Austria e la Germania (De Ambris, Corridoni e, in un primo tempo, Di Vittorio), l'U.S.I. continuò, sotto l'impulso di militanti quali Armando Borghi, fondatore nel 1915 dell' organo propagandistico dell'USI «Guerra di Classe», e Alberto Meschi, a propagandare coerentemente l'antimilitarismo.
A guerra conclusa, nel corso delle lotte che portarono il paese molto vicino alla rivoluzione sociale, l'organizzazione raggiunse la sua massima consistenza numerica (circa mezzo milione di iscritti). In quel periodo aderì all'A.I.T) cui è affiliata la maggior parte dei sindacati autogestionari esistenti a livello mondiale.
Poco prima dell'avvento del fascismo si tenne il 3° e il 4° congresso dell'organizzazione:


Durante il fascismo

A partire dal 1920, come molte organizzazioni di "sinistra", subì la repressione del regime fascista. In quegli anni si oppose al fascismo insieme agli Arditi del Popolo in una lotta che culminò nella Battaglia di Parma del 1922.
Lentamente diminuì la sua attività e la sua efficacia, siano a quando il fascismo ne soppresse ogni attività nel 1925. Da quel momento l'U.S.I.-A.I.T continuò a vivere nell'esilio e nella clandestinità, partecipando alla rivoluzione spagnola del 1936 in appoggio al sindacato CNT-A.I.T. e, attraverso l'impegno dei suoi militanti, alla resistenza antifascista.


Il secondo dopo-guerra

Nel secondo dopoguerra, con l'avvento della repubblica, coloro che avevano militato nell'U.S.I. rinunciarono, inizialmente, a ricostituirla, per collaborare invece alla costruzione del sindacato unitario C.G.I.L Solo nel 1950, con la rottura dell'unità sindacale, alcuni di loro ricostituirono l'U.S.I.-A.I.T che però, fino alla fine degli anni sessanta, fu realmente attiva solo in poche regioni italiane. Nel 1968 «Guerra di Classe» cambiò denominazione in «Lotta di Classe» , il cui primo numero fu editato in occasione del 1 maggio 1969.
Nella "seconda metà degli anni 70", nasceva, in seno al movimento anarchico italiano, la proposta di ricostruire L'Unione Sindacale Italiana. Al "congresso di Genova" del 1978, organizzato per questo scopo, si sono affrontate due posizioni che, alla fine, hanno portato da una parte alla ricostituzione dell'USI e dall'altra alla nascita del Comitato d'azione diretta (CAD).
Oggi l'U.S.I.-A.I.T. si presenta come sindacato autogestionario, che si caratterizza per la struttura organizzativa libertaria e federalista(sindacato autogestito), per il suo impegno a favore dell'autorganizzazione dei lavoratori (alla quale, ogni qualvolta è possibile, non intende sostituirsi), per la prospettiva in cui si muove, che rimane quella della costruzione di una società socialista e libertaria.
Tra i suoi obiettivi principali figurano la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, un reddito minimo garantito per i disoccupati, la difesa della sanità, dell'istruzione e della previdenza pubblica, la smilitarizzazione del paese, ecc.
Manifesto dell'USI-AIT in occasione del quarantennale della strage di Piazza Fontana e dell'uccisione di Giuseppe Pinelli, anarchico e militante USI


L'U.S.I. non è un'organizzazione anarchica

L'U.S.I. «si ricollega alla tradizione storica del sindacalismo rivoluzionario ed autogestionario e si pone come alternativa di classe ed organizzazione di tutti gli sfruttati, gli emarginati, gli oppressi».
Lo statuto dell'U.S.I. si ispira ad alcuni concetti dell'anarchismo quali il federalismo, l'autogestione, l'azione diretta, l'«emancipazione dell'uomo da qualsiasi dominio economico, politico e morale», l'«eliminazione di ogni forma di sfruttamento e di oppressione dell'uomo sull'uomo», l'«abolizione dello stato e dei dogmi». Scopo dell'U.S.I. è quello di «sostituire alla presente società autoritaria e capitalista, l'organizzazione federalista e razionale della produzione e della ripartizione, alla lotta fra gli uomini la solidarietà umana».
L'U.S.I. è membro dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori (anarco-sindacalista)e il suo organo ufficiale di stampa è «Lotta di Classe» (periodico anarco-sindacalista), già «Guerra di Classe» (fondato nel 1915 da Armando Borghi).
Ciò premesso e benché tanti anarchici siano stati il motore trainante dell'U.S.I. ed ancor oggi vi facciano parte, l'U.S.I. non è un'organizzazione anarchica: «l'U.S.I. non è tributaria di alcun partito politico, movimento specifico, filosofico e religioso (nemmeno quello anarchico)».

42° anniversario della morte di Giuseppe Pinelli

Fonti: -"Lotta di Classe"  periodico anarco-sindacalista n. 122 periodo ottobre-dicembre;
            - http://www.centrostudilibertari.it/index.php/pinelli.html
            - http://ita.anarchopedia.org/Giuseppe_Pinelli




Ferroviere anarchico iscritto all'USI, "pino" viene ucciso all'interno della questura di Milano il 12 dicembre 1969.


 Giuseppe (Pino) Pinelli, anarchico milanese, nato il 21 ottobre del 1928 e morto il 15 dicembre del 1969 precipitando dal quarto piano della Questura di Milano durante un interrogatorio. Terminate le scuole elementari Pino Pinelli dovette andare a lavorare, prima come garzone poi come magazziniere. Tuttavia la conclusione degli «studi ufficiali» non lo allontanò dai libri e dagli interessi culturali: lesse centinaia di volumi divenendo appassionato autodidatta. È del periodo della Resistenza l'inizio della sua militanza politica: fu giovane staffetta partigiana nella formazione socialista «Franco» (delle Brigate «Matteotti»). Si avvicinò all'anarchismo nel 1952, frequentando una scuola di esperanto. Fu in quell'occasione che Giuseppe incontrò Licia Rognini, che dopo pochi anni sposò. Pino e Licia ebbero due bambine di nome Silvia e Claudia. Nel 1954 Pino vinse un concorso ed entrò nelle ferrovie come manovratore. Nei primi anni Sessanta alcuni giovani crearono il gruppo Gioventù libertaria; Pino, nonostante avesse una quindicina di anni in più dei fondatori del gruppo, condivise l'esperienza con grande entusiasmo rappresentando un punto di contatto fra i nuovi arrivati all'anarchismo e i vecchi militanti. Nel 1965 è fra i promotori del Circolo Sacco e Vanzetti di viale Murillo, circolo che, nel 1968, si trasferì in piazzale Lugano prendendo il nome di Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa. In questa atmosfera ricca di stimoli e slanci Pinelli si impegnò con grande generosità e capacità promuovendo diverse iniziative (tra cui la Croce nera anarchica e la sezione Bovisa dell'Unione sindacale italiana – USI) e creando occasioni di confronto fra lavoratori e studenti. Poi giunse il dicembre del 1969, con la «strage di Stato» di piazza Fontana, la montatura contro Valpreda e altri anarchici, il fermo «per accertamenti» di Pinelli, la sua uccisione. La immediata e forte campagna di contro-informazione, che coinvolse oltre agli anarchici anche parte della sinistra extra-parlamentare e parlamentare, fece sì che larghi settori dell'opinione pubblica non presero mai sul serio le versioni ufficiali (tra loro per altro contraddittorie) del «suicidio» (polizia) e del «malore attivo» (magistratura). La tragica morte di Pino diede luogo a vari libri e ispirò vari artisti, dal premio Nobel (1997) Dario Fo, con la sua opera teatrale Morte accidentale di un anarchico, al pittore Enrico Baj, con i suoi Funerali dell'anarchico Pinelli.


Il 12 dicembre 1969 a Milano nella sede della banca nazionale dell'agricoltura in piazza Fontana alle 16,37 scoppia una bomba che causa la morte di 16 persone e il ferimento di altre 88. Nella stessa ora a Roma scoppiano altre bombe. Infine, nella banca Commerciale di Milano viene trovata una borsa contenente una bomba che in tutta fretta, viene fatta esplodere eliminando una prova preziosa per le indagini. Immediatamente, a dimostrazione di un disegno già preordinato, le indagini senza alcun indizio seguono la pista anarchica. Il commissario Luigi Calabresi già alle 19,30 (3 ore dopo la strage) ferma alcuni anarchici davanti al circolo di via Scaldasole.
Nella notte del 12/12/1969 sono illegalmente fermate circa 84 persone quasi tutte anarchiche, tra cui Giuseppe Pinelli. Il lunedi 15/12 viene arrestato con l'accusa di starge Pietro Valpreda, anarchico. Dopo più di tre anni di galera, innocente, sarà completamente assolto. I giornali partono con una campagna stampa di calunnia e denigrazioni sposando le tesi della questura.
La sera del 15 dopo 3 giorni di continui interrogatori muore, volando dal 4° piano della questura, Giuseppe Pinelli. Aldo Palumbo, cronista dell'Unità, mentre cammina sul piazzale della questura sente un tonfo poi altri 2 ed è un corpo che cade dall'alto, che batte sul primo cornicione del muro, rimbalza su quello sottostante e infine si schianta al suolo per metà sul selciato del cortile per metà sulla terra soffice dell'aiuola.
Nella stanza dell'interrogatorio sono presenti il commissario Luigi Calabresi, i brigadieri Panessa, Mucilli, Mainardi, Caracutta e il tenente dei carabinieri Lograno che saranno tutti per "meriti" elevati di grado. Il questore Marcello Guida, nel 1942 uomo di fiducia di Benito Mussolini e direttore del confino politico di Ventotene, già 20 minuti dopo, dichiara che il Pinelli si è suicidato e che il suicidio è una ammisione di colpevolezza perché "l'alibi era crollato".
Nel primo mese vengono fornite 3 versioni contrastanti di come sarebbe venuto il suicidio. Gli anarchici accusano subito la polizia di assassinio e i fascisti e lo Stato di essere gli autori delle stargi. Parte una campagna di controinformazione con assemblee, cortei, libri, fino ad arrivare ad un processo allo Stato.


Manifesto dell'USI-AIT in occasione del quarantennale della strage di Piazza Fontana e dell'uccisione di Giuseppe Pinelli, anarchico e militante USI
Si scopre che a mezzanotte meno due secondi (2 minuti e 2 secondi prima della caduta di Pinelli) venne chiamata l'autoambulanza. La stanza dell'interrogatorio larga m.3,56x4,40 e contenente vari armadi e scrivania e la presenza di 6 persone rende impossibile uno scatto di Pinelli verso la finestra. La stranezza è che la finestra fosse aperta, trattandosi di dicembre e di notte. Pinelli cade scivolando lungo i cornicioni. Non si è dato quindi nessuno slancio. Egli cade senza un grido e senza portare le mani a protezione della testa, come se fosse già inanimato.
«Noi accusiamo la polizia di essere responsabile della morte di Giuseppe Pinelli, arrestato violando per ben due volte gli stessi regolamenti del codice fascista. Accusiamo il questore e i dirigenti della polizia di Milano di aver dichiarato alla stampa che il suicidio di Pinelli era la prova della sua colpevolezza, e di aver volontariamente nascosto il suo alibi dichiarando che "era caduto". Gli stessi inquisitori hanno dichiarato di non aver redatto alcun verbale edi interrogatorio di Pinelli, pertanto ogni eventuale verbale che venisse in seguito tirato fuori è da considerarsi falso. Accusiamo la polizia italiana di aver deliberatamente impedito che l'inchiesta si svolgesse sotto il controllo di un magistrato con la partecipazione degli avvocati della difesa. Accusiamo i magistrati e la polizia di aver ripetutamente violato il segreto istruttorio diffondendo voci e accuse tendenti a diffamare di fronte all'opinione pubblica un uomo assolutamente innocente, ma per loro colpevole di essere anarchico. Noi accusiamo lo Stato Italiano di cospirazione criminale nei confronti dell'anarchico Pietro Valpreda, da mesi sottoposto ad un feroce linciaggio morale e fisico, mentre le prove che gli inquirenti credono di avere contro di lui, si smantellano da sole una per una.»
Con queste parole gli anarchici sintetizzavano la loro accusa nei confronti dello Stato e dei suoi apparati, la cui natura intrinsecamente criminale e violenta appariva evidente.





Sentenza del Giudice                                                Pr.Nr. 3192/71-A-G-I.       Istruttore                                                                         Sezione 8
dr. Gerardo D'Ambrosio
                    TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO
                         IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice Istruttore presso il Tribunale Civile e Penale di Milano he pronunciato la seguente SENTENZA nel procedimento.
                                                                               contro
1) CALABRESI LUIGI, nato a Roma il 14-11-1937.Elett.dom. pr.st.avv.
    Michele Lener, Galleria del Corso, 1 Milano
2)LOGRANO SAVINO, nato a Sinazzola (BA) il 16-1-1940, res. a Torino
   Via Padova N. 33.
    Elett. dom. pr-st,avv. Armando Cillario, Corso Porta Vittoria 31 Milano
3)PANESSA Vito Donato Antonio, nato a Gioia del Colle (BA), IL
   20-04-1927dom. a Milano in via Fatebene Fratelli n. 11 Elett. dom pr.st.
   avv Vincenzo Garofalo, Corso Matteotti n. 1 Milano
4)CARACUTA Vincenzo Antonio, nato a Martano. (LE) L' 1-5-1935, res a
 Bari in Via Cagnazzi n. 53. Elett,dom.pr.st.avv. Vincenzo Garofalo, Corso
 Matteotti n. 1 Milano
5) Mainardi Carlo Mario nato a Rosasco (PV) il 26-12-1922, dom. a Milano
    in via Fatebene Fratelli  n. 11. Elett.dom.pr.st.avv. Vincenzo Garofalo,
    Corso Matteotti n. 1 Milano
6)MUCILLI Pietro, nato a castiglione Messer Marino (CH) il 6-10-1927,
   res. a Milano in via delle Genziane n. 5. Elett.dom.pr.st.avv. Vincenzo
   Garofalo, Corso Matteotti n. 1 Milano
7) ALLEGRA Antonino nato a S, Teresa in Riva (ME) il 21-11.1924 res.
    in Milano in via delle Ande n. 14. Elett.dom.pr.st.avv.prof. Alberto Crespi
    Via Verga n. 14 Milano
8)SMURAGLIA Carlo, nato ad Ancona il 12-08-1923 res. a Milano
   in Piazza Belgioioso n. 1

IMPUTATI
CALABRESI LUIGI - LOGRANO SAVINO - PANESSA VITO - CARACUTA GIUSEPPE - MAINARDI CARLO -MUCILLI PIETRO:
A) Del reato previsto e punito dagli articoli 110, 112, n. 1, 575, 61 C.P. per
   per avere in Milano in concorso tra di loro e, cioè, in numero di persone
   superriore a 5, con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti alla loro
   qualifica di Ufficiali di Polizia Giudiziaria, cagionato la morte di PINELLI
   Giuseppe, avvenuta alle ore 1,50  del 16 dicembre 1969 a seguito di
   precipitazione da una finestra del 4° piano della Questura di Milano.
ALLEGRA ANTONINO:
B) del reato previsto e punito dall'art c.p. perchè, nella sua qualità di
     Commissario Capo di P.S. dirigente l'Ufficio politico della Questura
     di Milano, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni, procedeva allo
     arresto illegale dell'anarchico PINELLI Giuseppe, trattenendo lo stesso
     nei locali della questura in istato di fermo dalla sera del 12 fino alla notte
     tra il 15 e il 16 dicembre 1969 e. cioè per un tempo ben superiore a quello
     strettamente necessario per il suo interrogatorio, omettendo di farlo
     tradurre immediatamente nelle carceri giudiziarie a disposizione del
     Procuratore della Repubblica e comunicando a quest'ultimo la notizia
     dell'avvenuto fermo con notevole ritardo rispetto al momento in cui
     il fermo di Polizia Giudiziaria si era effettivamente verificato.
SMURAGLIA CARLO:
C) del reato previsto e punito dall'articolo 368, I° e II° comma c.p.
     per avere, con denunzia da lui sottoscritta e presentata al Procuratore
     Generale di Milano il 23 giugno 1971, incolpato dei delitti di omicidio
     volontario, violenza privata, sequestro di persona, abuso di ufficio
     e abuso di autorità, pur sapendolo innocenti, Allegra Antonino,
     Calabresi luigi,, Mainardi Carlo,, Panessa Vito, Caracuta Giuseppe,
      Mucilli Pietro, e Lograno Savino.
CALABRESI LUIGI:
 inoltre, in alternativa al reato di cui alla lettera A):
D) del reato previsto e punito dagli articoli 41 p.p 589 p.p C.P.
     perchè, in Milano, concorreva a causare per colpa la morte di PINELLI
    Giuseppe, avvenuta in seguito di lesioni da precipitazione alle ore 1,50
    del 16 dicembre 1969, in quanto nella sua qualità di funzionario addetto
    Ufficio politico della Questura di Milano, che aveva ricevuto dal dirigente
    dell'Ufficio stesso l'incarico di interrogare la persona sopra indicata,
    custodita in stato di fermo nei locali della Questura stessa, circa i rapporti
    intrattenuti con Valpreda Pietro (indiziato come autore della strage
    verificatasi in Milano il 12-12-1969 nella sede della Banca Nazionale
    dell'Agricoltura) e dopo che nel corso del lungo interrogatorio erano
    state rivolte al Pinelli, da lui e dal dirigente dell'Ufficio, domande e
    contestazioni ad "effetto" dalle quali avrebbe potuto derivare
    all'interrogato il convincimento che la Polizia era a conoscenza di gravi
    elementi a suo carico in ordine a sue eventuali responsabilità per la
    strage di cui sopra o per precedenti attentati dinamitardi o, comunque,
    in ordine alle responsabilità di elementi anarchici in relazione alla strage
    predetta, ometteva, a interrogatorio ultimato, di impartire le opportune
   disposizione per la vigilanza e la custodia del fermato e, in paricolare,
   ometteva di disporre che lo stesso venisse adeguatamente custodito
   in un locale interno dell'edificio a tal uopo adibito o venisse,
   quanto meno, strettamente sorvegliato a vista da personale
   specificatamente incaricato, cosicchè il Pinelli rimasto in sua momentanea
   assenza in condizioni di relativa libertà di movimento nella stanza con
   finestra a balcone dove lìinterrogatorio si era svolto, poteva, con mossa
   improvvisa e tale da prevenire il possibile intervento delle altre persone
   casualmente presenti nell'ufficio stesso, precipitarsi dalla finestra sita
al quarto piano dell'edificio.

Festa antifascista 20 ottobre 2018 via Testi 2 ore 18.30

Non è solo una grande festa antifascista, è una chiamata a tutte le forze antifasciste, quelle che si unirono attorno al più alto significa...