mercoledì 6 febbraio 2013

FAI LA PECORA NERA, NON VOTARE



Il voto è vicino, vicino è il momento in cui le pecorelle andranno a imbucare nell'urna il nome del prossimo pulcinella che guiderà la mandria. Il terrorista politico della destra, Silvio Berlusconi, alleato con la feccia fascista, sta già promettendo ciò che in futuro sarà la morte sociale. Così annuncia di proteggere gli evasori fiscali, banchieri, industriali, complice evidentemente del sistema corruttore e corrotto volto solo a schiacciare la maggioranza dei cittadini, uccidere la stabilità del lavoro, disintegrare le famiglie, rendere impossibile l'educazione dei nostri figli rendento il mondo della scuola e della sanità accessibile solo ai pochi ricchi. Il mondo finanziario sta già strangolando la popolazione mondiale, favorendo le grandi lobby e scatenando guerre per il dominio delle risorse naturali e lo sfruttamento del nostro pianeta. Nel contempo da Monti e Bersani la pillola ha solo il colore diverso, ma le intenzioni sono le stesse, perchè se non lo avete ancora capito l'Italia non conta nulla nello scacchiere internazione, è solo una pedina in uno scacchiere internazionale che deve calare le braghe di fronte all'interesse dei potenti. Come mai gli italiani appoggiano la guerra in Mali se non perchè è un'imposizione francese e se avessimo detto no, in Europa continueremo a non contare nulla. Dobbiamo prestare più attenzione alle notizie che non vengono approffondite, tombate e/o trombate dai media; punto il dito contro Sky, Rai, Mediaset, La7, i giornali e giornalisti complici del sistema malato dell'informazione. Anche a Parma, città corrotta e marcia come tante altre, quella dei mancati fuochi d'artificio a 5 stelle, il silenzio assenso è totale, cara come Milano, Roma e Venezia, che se ne frega di equità, pronta a stupidaggini come quella della mozione del sig. Pianardi che chiede di prendere le distanze dalle Brigate Rosse estinte oramai da un trentennio, condannare i funerali di un brigatista a Reggio: perchè non prende le distanze da Casa Pound, i fascisti del terzo millennio, o dai politici corrotti, o da una politica nazionale che se ne frega se un esponente dell'associazione anti rachet si da' fuoco per chiedere di non essere dimenticati. Penso che tra un po' si voterà, che nulla di nuovo ci sarà se non l'aumento dell'ingiustizia nel silenzio totale in una nazione menefreghista come l'Italia. La speranza? Essa è riposta nelle tue mani e nel tuo intelletto: NON VOTARE. Questa è la rivoluzione culturale... La colpa è sopratutto tua votando e delegando, io scelgo l'anarchia.

Fabio Giovanni Malandra

mercoledì 5 dicembre 2012

LA NOSTRA STORIA NON SI RISCRIVE!




Abbiamo saputo in modo assolutamente casuale che giovedì p.v. ci sarà un convegno storico sull’USI-AIT a Parma, per ricordare il centenario dell’USI stessa. Inutile dire che da parte degli organizzatori (la Fondazione Di Vittorio, emanazione “culturale”della CGIL) ci saremmo aspettati almeno un cenno: di solito, per rispetto ed educazione, funziona così. Non ci vengano a dire che il motivo è perché è un convegno storico, perché allora non si capisce che c’entri Patrizia Maestri della CGIL e Bernazzoli del PD.Comunque, che non ci abbia informati la CGIL…è fin troppo ovvio!Infatti, i rapporti tra noi e la CGIL, sigla “sindacale” a cui si richiama la Fondazione fin dal suo nome, sono assolutamente pessimi, e lo diciamo con orgoglio: vuol dire che stiamo lavorando con coerenza! Ci teniamo anche a precisare che niente di quanto scriviamo è per ortodossia “purista”, essendo noi da sempre realtà molto aperta e dialogante con tutte le componenti antagoniste sul territorio.
Elencare i vari screzi avuti con la CGIL a Parma, sarebbe cosa molto lunga, ci possiamo limitare ad alcuni episodi degli ultimi anni: tentativo, direttamente in questura (!), di impedire il percorso del corteo del sindacalismo di base (indetto dall’USI) qualche anno fa per “motivi di ordine pubblico (e noi lo facemmo comunque, e meglio di loro); impedimento alla sezione USI di partecipare alle elezioni RSU presso una nota ditta alimentare di Parma, con tanto di lungo contenzioso; tentativo (vano) di impedire che la rappresentanza USI (che raccoglieva il consenso del 100% dei lavoratori nel servizio per disabili in questione) trattasse con due coop. sociali provenienti da fuori città al momento del cambio appalto; azione continua per vanificare in una nota “coop.” locale ogni accordo sindacale ottenuto in precedenza, per l’unico scopo di toglierci visibilità a scapito anche di un peggioramento per i lavoratori, mentre era palese la “virtuosa sintonia”, anche con scambi reciproci di personale, tra coop stessa e sindacato; il tentativo di aggressione fisica operato da alcuni loro dirigenti (tra cui l’allora segretario Provinciale) contro alcuni militanti USI che volantinavano ai loro colleghi operanti negli asili; ecc.
Sulle politiche nazionali, poco da dire: ad occhi attenti, è palese la complicità della CGIL, aldilà delle apparenze mass mediatiche, nello sgretolamento delle conquiste dei lavoratori, dei loro diritti, della loro esistenza. CGIL è un ente erogatore di servizi, la lotta di classe è altra cosa.
Come i fascisti di Casa Pound immortalano Che Guevara; come Bersani fa campagna elettorale con manifesti con sfondo di Lotta Continua; come la Camusso celebra lo sciopero agrario del 1908 (mentre in realtà la CGIL lo osteggiò);
come i sindacati istituzionale e i partiti della “sinistra” si fanno belli con gli avvenimenti delle Barricate antifasciste del 1922 (dimenticando che i partiti da cui sono nati ostacolarono gli Arditi del Popolo), oggi abbiamo la CGIL, attraverso il suo braccio culturale, che ricorda il centenario dell’USI!Questa operazione va chiamata col suo nome: revisionismo storico,che è abitudine non solo della destra. In realtà l’USI, storica sigla del sindacalismo rivoluzionario che arrivò a contare, prima di essere sbaragliata dal fascismo, centinaia di migliaia di aderenti in tutta Italia (e che ebbe proprio in Parma una delle sue roccaforti) nacque proprio dopo un distacco netto dall’allora CGL ritenuta attendista, poco rivoluzionaria (chiediamo scusa, erano altri tempi..) e troppo legata ai partiti di sinistra riformisti. Oggi, proprio CGIL e PD pretendono di ricordare l’USI. Il nostro centenario l’abbiamo festeggiato il primo maggio, con un corteo e una festa che ha richiamato quasi un migliaio di persone, giovani, lavoratori, disoccupati, immigrati; lo abbiamo festeggiato inviando un tir e vari furgoni a Modena per i terremotati; lo abbiamo festeggiato in questi mesi con le nostre
tante lotte e ogni giorno nelle strade e sul lavoro, senza i vantaggi del sindacalismo confederale, ma anche senza le loro ipocrisie, le loro reticenze, i loro compromessi, le loro spartizioni di potere. Da noi non circolano soldi e funzionari, ma solo sudore e passione.
Chiediamo pertanto ai relatori di area libertaria di rifiutarsi di partecipare a questa operazione revisionistica, irrispettosa ed innaturale per l’USI stessa: non basta affermare che è un convegno storico: ci sono occasioni in cui ognuno di noi, per coerenza, deve sapere rifiutare, ed un convegno sull’USI promosso da una Fondazione che si richiama alla CGIL, oggi, proprio a Parma, è una di queste. L’USI è l’unica sigla sindacale libertaria, orizzontale, assembleare, questa
gente nega le nostre idee e ,le nostre pratiche, nega la nostra storia.
La CGIL a Parma negli ultimi anni è stata ostile, sprezzante, penalizzante per quella stessa sigla sindacale che oggi, in locali istituzionali e quindi da noi lontani, tentano di ricordare strumentalmente. Noi contestiamo questa iniziativa che riteniamo una provocazione, e non ci pare casuale che avvenga proprio a Parma.L’USI-AIT non ha bisogno di  celebrazioni, seppure spacciate per storiche,promosse da chi spartisce il potere. Se hanno rispetto per le nostre idee, i nostri metodi e la nostra storia, lo dimostrino quotidianamente. Noi non contestiamo un convegno storico, se fosse puramente tale, ma la manipolazione della storia ad uso e consumo.
Rispetto per noi che ci siamo, rispetto per chi cerca a fatica di costruire autorganizzazione sul posto di lavoro, rispetto per chi non si piega ai complici dei padroni.
USI-AIT PARMA

lunedì 19 novembre 2012

Mille bandiere rossonere per l’addio a Raffaella Scomparsa improvvisamente a 47 anni


Casa Anarchica rende omaggio a Raffaelli Ruberti, scomparsa prematuramente; in noi la tua forza! 
Ciao Raffaella.

fonte: articolo LA NAZIONE di Massa Carrara, http://www.lanazione.it/massa_carrara/cronaca/2012/11/18/804338-morte-anarchica-raffaella-ruberti-funerale.shtml
per visionare le foto: http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=photo&media=47743




Carrara, 18 novembre 2012 - «NOI PORTIAMO un mondo nuovo qui, nei nostri cuori. Quel mondo sta crescendo in questo istante». Con questa citazione del sindacalista e rivoluzionario spagnolo Buenaventura Durruti i compagni anarchici hanno voluto ricordare Raffaelli Ruberti, improvvisamentescomparsa mercoledì scorso a soli 47 anni. Per l’ultimo saluto a Raffaella ieri pomeriggio circa un migliaio di persone tra amici, parenti e compagni di tante battaglie si sono radunate all’obitorio di Monterosso e hanno poi percorso tutto il centro storico sulle note delle canzoni della tradizione libertaria.

In testa al corteo decine di bandiere rossonere provenienti da circoli anarchici di tutta Italia, a testimoniare come Raffella non era solo una militante, ma una parte importante dell’anima stessa del movimento. La triste sfilata è passata in via San Piero, dove Raffaella viveva e dove viene stampato il settimanale libertario Umanità nova, per poi terminare davanti al palazzo del Politeama, luogo simbolo del anarchia carrarese, in difesa del quale la Ruberti si è sempre battuta senza alcun risparmio di energie. Da qui il corteo è proseguito poi fino a Turigliano dove il feretro è stato tumulato. Raffaella Rubertilascia una figlia di 15 anni, la madre e due fratelli.



CON RAFFAELLA se ne è andata una grande protagonista del movimento anarchico cittadino e non solo, la sua assenza ha lasciato un vuoto che sarà difficile da colmare nei tanti che le volevano bene. Molto toccante il ricordo degli amici e compagni della Biblioteca archivio Germinal. «Figlia di Paola Nicolazzi e nipote di Alfonso, ha iniziato a soli 16 anni la sua i militanza nei gruppi anarchici cittadini, un’attività che è durata ininterrottamente per 30 anni — scrivono gli anarchici —. Raffaella era sempre pronta a impegnarsi in tutte le iniziative di solidarietà e di lotta. Ha lavorato con passione accanto allo zio nella tipografia ‘Il seme’, poi cooperativa Tipolitografica dove ha collaborato per molti anni alla stampa e alla diffusione di pubblicazioni del movimento libertario, tra cui ‘Umanità nova’. Innumerevoli i suoi contributi a comitati sia locali che nazionali — continuano —: sui temi ambientalisti, contro la repressione, nel coordinamento contro gli omicidi di stato e in particolare nel comitato per la verità e la giustizia per Mastrogiovanni, a cui ha preso parte attivamente fino all’ultimo nonostante la malattia, presenziando alla sentenza del 30 ottobre a Vallo della Lucania. Per la salvaguardia dei beni comuni come l’acqua pubblica, il palazzo Politeama e contro il traforo della Tambura. Grande passione e impegno — aggiungono — ha profuso negli ultimi cinque anni nella Biblioteca archivio Germinal, di cui era insostituibile anima e cuore, dando il suo contributo attivo non solo per le iniziative culturali o per la raccolta e catalogazione del materiale librario e archivistico, ma soprattutto per la memoria storica di cui era portatrice. Vogliamo ricordarla per la sua forza, il suo coraggio, la sua determinazione e la grinta accompagnati da una grande sensibilità ed empatia verso gli altri. Il suo impegno sarà d’esempio a tutti i compagni e le compagne che porteranno avanti il suo lavoro e che faranno crescere il mondo nuovo che sognava».

giovedì 15 novembre 2012

CIAO RAFFAELLA






Ci ha lasciato Raffaella, anima e cuore di questo archivio, lasciando un vuoto incolmabile per tutti noi.

Per darle l'ultimo saluto i funerali si svolgeranno sabato 17 novembre 
alle ore 14:30 all'obitorio di Carrara

martedì 23 ottobre 2012

... a proposito di PD



Se in Italia non ci fossero i poteri forti, istituzionali, i partiti, i politici, i manager, i banchieri, i petrolieri, il Vaticano, si starebbe veramente bene. I ladroni di destra e di sinistra stanno scaldando i motori per la grande farsa delle elezioni politiche dell'anno prossimo. Si rottamano i vecchi orsi per crearne di nuovi. Così anche Renzi, passato dalla "ruota della fortuna" di Mike Buongiorno a sindaco di Firenze, adesso nelle mani del suo guru, quello del grande fratello, si è creato una nuova verginità per blissare Bersani. Il letame che ripulisce se stesso. Le elezioni sono un’illusione di libertà, per tanti motivi. Perché la maggioranza vince e le minoranze sono destinate a soccombere; perché in ogni caso il meccanismo della delega conferisce il potere a una minoranza di individui che decidono per tutti; perché consolidano un sistema gerarchico nel quale la libertà è ridotta al simulacro della rappresentanza istituzionale; perché giustificano il disordine sociale in cui c’è chi ha tutto e chi non ha niente; perché alimentano una casta parassitaria e autoreferenziale di burocrati. E allora? Noi anarchici invitiamo all’astensione, al rifiuto della delega, all’assunzione di responsabilità da parte di ciascuno. L’organizzazione sociale, la produzione e la distribuzione della ricchezza, la cura delle nostre città, l’esercizio delle libertà individuali e collettive, il rispetto dell’ambiente, sono cose troppo importanti per essere delegate a poche persone. Quello che proponiamo non è il disinteresse di chi diserta le urne per qualunquismo o sterile disaffezione. Il nostro astensionismo è attivo e rivoluzionario perché fa parte integrante di un approccio alternativo alla cura del bene comune, basato sull’autorganizzazione e la gestione diretta delle risorse da parte delle comunità che si autogovernano. Questo è possibile anche partendo dalle cose semplici: dalle assemblee di quartiere all’autoproduzione, dall’erogazione allo scambio solidale di beni e servizi, dalla costruzione di reti di mutuo appoggio alla creazione di organismi di base e di lotta nei quartieri e nei posti di lavoro. E tanto altro ancora. Noi non promettiamo niente, e non chiediamo voti. Il nostro programma è quello di sempre, e presuppone l’impegno di ciascuno: costruire libertà e uguaglianza nella solidarietà.

Ma chi sono gli amichetti di Matteo Renzi?

Torniamo un po' indietro e impariamo a conoscere questo giovane che avanza. La prima cosa che ogni cittadino dovrebbe fare prima di gridare “è lui l'alternativa” dovrebbe informarsi un po' e informarsi su Renzi non è così difficile. Renzi è figlio di un Democristiano, Tiziano Renzi, ex consigliere comunale che ha sempre spianato la strada al figlio per fargli raggiungere sempre più ampi poteri. Il padre di Renzi è definito gran signore della Margherita e della Massoneria in Toscana. Il feudo incontrastato della famiglia Renzi è il Valdarno, dal quale si stanno allargando a macchia d'olio. Il padre di Matteo controlla dalla metà degli anni '90 la distribuzione di giornali e di pubblicità in Toscana. Questo, unito agli affari con la Baldassini-Tognozzi, la società un po' edile e un po' finanziaria che controlla tutti gli appalti della Regione, spiega l'ascesa di Matteo Renzi. l'israeliano Yoram Gutgeld, senior partner e direttore di McKinsey, una delle più famose società di consulenza al mondo. Non uno qualunque. L’autore è infatti l’israeliano Yoram Gutgeld, senior partner e direttore di McKinsey, una delle più famose società di consulenza al mondo, quella di Roger Abravanel tanto per intenderci. Un colosso che sforna top manager uno dopo l’altro. Solo per fare due nomi: Corrado Passera, ex amministratore delegato di Banca Intesa oggi ministro per le infrastrutture; e Alessandro Profumo, già numero uno di Unicredit oggi presidente del Monte dei Paschi . E ancora: Guru di Renzi è Gori, uomo già di Rete Quattro, di Fininvest e direttore di Canale 5 nella prima metà degli anni '90, successivamente fonda la casa di produzione Televisiva Magnolia famosa per aver importato in Italia format quali il Grande Fratello o l'Isola dei Famosi e ultimamente di X Factor. Si può dire il perfetto esempio di quella cultura berlusconiana. La vostra è l'Italia che non vogliamo, perchè Renzi è una marionetta dei poteri forti. Per ultimo voglio sottolineare i punti disfattisti del programma, testo tratto dalla commedia dell'arte berlusconiana a montiana: .... "40. Completa riorganizzazione della medicina sul territorio: radicale cambiamento del ruolo della medicina di base. Abolizione dell’attuale ruolo del medico di medicina generale. Creazione di ambulatori polispecialistici sul territorio. Consorzio dei medici di Medicina generale." "42. Chiudere tutti gli ospedali con meno di 100 posti letto e che non abbiano un servizio di anestesia e rianimazione aperto 24 ore su 24. Questi dovrebbero essere ospedali per pazienti cronici a lunga degenza a bassa intensità di cure ma a basso costo. Dovrebbero essere di supporto agli Ospedali ad alta complessità e alto costo, i quali dovrebbero esclusivamente gestire la fase acuta e poi inviare a strutture con costi ridotti. Ne consegue anche la necessità di un’assistenza domiciliare efficace e ben coordinata. Nei grandi ospedali bisogna cancellare i doppioni, la moltiplicazione dei reparti ad alto costo e ad alta tecnologia creati solo per moltiplicare i ruoli direttivi." .... "71. Scegliere le grandi opere che servono davvero Rivedere il piano delle infrastrutture alla luce di criteri di valutazione economica. Puntare sulle (poche) grandi opere che servono e soprattutto sulle tante piccole e medie opere delle quali il Paese ha davvero bisogno." Ovvero come dire nulla usando paroloni complessi? Poi non può mancare il classico punto sull'istruzione che sembra non poter mancare dagli anni '80 in poi: "82. Abolizione del “valore legale” del titolo di studio. Introdurre nei concorsi della Pubblica Amministrazione criteri di valutazione dei titoli di studio legati all’effettiva qualità del percorso formativo dei candidati." E le pecorelle lo voteranno, che schifo!!!!!


martedì 16 ottobre 2012

Apre l'osteria «L'è maiala» dove paghi col baratto

fonte: http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/5-settembre-2012/apre-osteria-l-maiala-dove-paghi-col-baratto-2111704528659.shtml


Chi vorrà, invece di saldare il conto in modo classico, cioè mettendo mano al portafoglio o alla carta di credito, potrà farlo scambiando la cena con frutta, verdura, pezzi di artigianato


La finanza ha gettato il mondo nel tunnel di una crisi apparentemente senza fine? Per uscirne, si può sempre tornare al baratto. Questa la ricetta economica suggerita da un'osteria di prossima apertura a Firenze, dove chi vorrà, invece di saldare il conto in modo classico, cioè mettendo mano al portafoglio o alla carta di credito, potrà farlo scambiando la cena con frutta, verdura, pezzi di artigianato. Il locale, che avrà 40 posti ed un look da taverna tradizionale ma «con un tocco più chic, e sarà il primo del genere in Italia», garantisce la titolare Donella Faggioli, avvierà le attività alla fine di settembre e si chiamerà «L'è maiala», espressione toscana che chic proprio non è ma che indica, con efficacia, una situazione molto difficile da affrontare.
«Come la crisi che tutti oggi stanno vivendo - spiega Donella - e che noi, per venire incontro a chi, in tempi di ristrettezze non vuole comunque rinunciare a qualche cena fuori, combattiamo offrendo la possibilità di pagare in beni reali anziché con i soldi». Potrà trattarsi di prodotti della terra, ma anche di manufatti d'antiquariato, modernariato, «cose concrete insomma, e possibilmente legate alla tradizioni e ai costumi toscani: non vogliamo certo diventare un incrocio tra un'osteria e un robivecchi». Chi intenderà barattare, anziché saldare il conto in moneta, dovrà però farlo per telefono, al momento della prenotazione. «A quel punto - spiega ancora la titolare - si aprirà una trattativa di scambio da cui verrà fuori, in caso di accordo, il menù offerto a fronte di un paniere di cose che accetteremo in pagamento». Nel locale, nato da un'idea dell'agenzia Stranomondo (la stessa che ha ideato il Circo Nero) si servirà rigorosamente cucina tradizionale toscana. «Quella della nonna, tanto per intendersi - conclude Faggioli - A prezzi, ovviamente, popolari e anticrisi».


giovedì 11 ottobre 2012

DISASTRO AD-PERSONAM, FUTURO INCERTO PER I LAVORATORI




In riferimento al presidio di protesta, organizzato da CGIL CISL UIL Pubblica Amministrazione, in Piazzale Fiume, contro i tagli delle proprietà immobiliari e contro un futuro lavorativo incerto e più volte denunciato, ma mai ascoltati, l’USIS (Unione Sindacale Italiana Sanità) di Parma è solidale ed al  fianco delle lavoratrici e lavoratori delle strutture AD-PERSONAM, seppur in disaccordo nei riguardi dei organizzazioni sindacali confederali in quanto colpevoli di aver tardato anni prima di farsi sentire.
Ribadiamo oggi, come ieri, che la situazione odierna è il frutto di anni di mal gestione delle risorse perpetrata gli anni scorsi, a discapito degli ospiti ed operatori.
Un debito, quello dell’ASP, che assomiglia ad una voragine di milioni di euro: complessivamente, partendo dal 2010 ad oggi il buco da un passivo di 2.553.572,18 euro, si sommano  a quello 2011 di 2.150.048,00, ai quali dobbiamo sommare il preventivo passivo 2012 ed arriviamo alla bellezza di 5.438.923,00 (dati tratti da fonte ASP e Associazione Carta Canta).
La prima impressione è quella che se nel 2010 abbiamo già un buco di ben oltre i due milioni di euro, il debito risale a prima della scellerata giunta Vignali, quella degli scandali, ma dobbiamo inevitabilmente aggiungervi anche quella di Ubaldi.
Ecco quindi il via all’asta immobiliare, smembrare per coprire la buca, con magari un po’ di sabbia,
buona abitudine che la nuova giunta a 5 stelle sta adottando, anche se la situazione è stata evidentemente ereditata.
Per avviare il Welfare Community Centre (neanche fossimo a New York) di via Budellungo, si aprirà un bando europeo della durata di 90 giorni per la vendita delle strutture Stuard, Romanini, Villa Parma, operazione votata favorevolmente dal Presidente Giancarlo Cattani, i consiglieri Aldo Maggi e Mauro Cappellazzi, e dalla direttrice dell’ASP Simona Colombo (con qualche riserva).
In tutta questa operazione si è evitata la consultazione della Conferenza Socio Sanitaria guidata da Vincenzo Bernazzoli (direttiva Regionale 624 del 2004 che sancisce l’obbligo di parere della Conferenza), fatto grave, ma il comune ha lanciato una nota pubblica, cioè che secondo loro non era obbligatoria, quindi hanno proceduto senza, insomma come si suole dire per una legge c’è sempre una scorciatoia.
Siamo fin troppo abituati a queste operazioni, ma ciò che si dimentica è che in tutta questa brutta vicenda, chi ne paga le conseguenze siano i dipendenti, cioè coloro che in pratica lavorano, in uno stato precario, con mancanza di fondi indispensabili per l’approvvigionamento dei presidi, per le cure e di tutela degli ospiti.
Ora capiamo come mai gli operatori OSA, dopo l’aggiornamento obbligatoria per legge ad OSS terminato nel 2008, non vedono ancora riconosciuto il loro nuovo titolo ne a livello amministrativo, ne come aggiornamento in busta paga; ecco perché il loro numero non è mai cresciuto in questi anni, anzi per far fronte alla carenza, non essendoci i soldi per attingerne dall’esterno, hanno reimmesso in turno coloro che, per patologie gravi e documentate a termine di legge e comprovate dal medico della “medicina preventiva”, rientravano in regime di fuori turno; ecco perché non sono mai stati aggiornati i parametri dei vari reparti che negli anni hanno subito, in termini di patologie dei nuovi ingressi e relativo aumento dei carichi di lavoro; ecco perché a fine anno scadrà il contratto con la cooperativa che attualmente gestisce gli infermieri e non si sa se verranno riconfermati.
L’USIS  denuncia questo grave stato di abbandono e incertezza per il futuro di tutti i lavoratori dell’ASP, si unisce alla protesta chiedendo che sia fatta luce sul futuro, opponendosi allo smembramento ed alla svendita delle strutture, affermando che la sanità deve rimanere pubblica non merce di scambio per la quadratura dei conti.
L’Unione Sindacale Italiana Sanità di Parma, inoltre, chiede l’aggiornamento ad OSS della figura professionale ora denominata OSA.



USIS PARMA                                                           Malandra Fabio Giovanni

Festa antifascista 20 ottobre 2018 via Testi 2 ore 18.30

Non è solo una grande festa antifascista, è una chiamata a tutte le forze antifasciste, quelle che si unirono attorno al più alto significa...