lunedì 14 ottobre 2013

L'INTERVISTA: USIS PARMA VERSO LO SCIOPERO

INTERVISTA TRATTA DA PARMATODAY

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Sciopero generale del 18, Malandra, Usi: "Basta a tagli e iniquità di trattamento"

Sciopero generale del 18, Malandra dell'Usi: "Basta a tagli e iniquità di trattamento"

Sciopero generale nazionale e presidio anche a Parma davanti al Maggiore contro tagli di personale e mancato rinnovo dei contratti dal 2008. Malandra, Usi: "Perdiamo mediamente 9000 euro di potere d'acquisto. Ricadute non solo occupazionali ma sociali"


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Sciopero generale del 18, Malandra, Usi: "Basta a tagli e iniquità di trattamento"

E' indetto venerdì 18 ottobre uno sciopero generale di tutte la categorie pubbliche e private per l'intera giornata, organizzato nel territorio da USI – AIT, USIS (Unione Sindacale Italiana Sanità) Parma unitamente alla Confederazione USB, la Confederazione Cobas e la CUB parallelamente allo sciopero nazionale con manifestazione previsto a Roma. A Parma ci sarà un presidio davanti all'Ospedale Maggiore in via Gramsci a partire dalle 8.30. 
Le ragioni, come spiega Fabio Malandra, Usi Sanità Parma, riguardano i tagli "previsti nella prossima manovrina, si parla di tagli alla sanità che ad esempio riguarderanno 50.000 infermieri in tutta Italia, ma non solo". L'intento secondo quanto ribadito da Malandra, è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle pesanti ricadute sociali nel settore della sanità, non solo per i lavoratori ma per gli utenti stessi. "Non è tollerabile il blocco dei contratti dal 2008, non si sa se la concertazione si farà nel 2014. Intanto i livelli dei salari e delle pensioni sono bassi, dal 2008 noi lavoratori del settore abbiamo perso 9000 euro di potere d'acquisto". Oltre al rinnovo dei contratti, con lo sciopero esteso a livello nazionale si chiede un aumento salariale e delle pensioni e una riduzione dell'orario di lavoro. Non solo il settore della sanità, ma anche quello dell'istruzione risente delle scelte del governo secondo i sindacati che ritengono fondamentale richiamare l'attenzione della classe politica per attuare un cambiamento che favorisca uno slancio dell'economia, a partire anche dalle imprese in difficoltà.
SCIOPERO DEL 18 OTTOBRE: I POSSIBILI DISAGI
La situazione del territorio è varia, spiega Malandra: "A Parma ci sono realtà diverse, l'azienda ospedaliera ha tagliato posti di lavoro, contratti a tempo determinato e bloccato le graduatorie di concorso sia per gli O.S.S. che per il settore infermieristico. Sono stati anche ridotti i posti letto di ricovero attuando anche una politica di riduzione dell'orario di lavoro agli infermieri aggravandone il carico". Una situazione complessa anche per Ad Personam, sottolinea Malandra: "Ad Personam è un muro di gomma, non si capisce cosa succede al suo interno, manca un riconoscimento della figura aggiornata degli O.S.S. dal 2008 ed è stato aumentato il carico di lavoro". Situazione che non sarebbe migliore nelle strutture private, come per la Città di Parma. I dipendenti avevano denunciato da tempo la mancata ricezione di alcune mensilità e turni di lavoro estenuanti, una lavoratrice nel maggio scorso aveva denunciato a ParmaToday le difficoltà vissute giornalmente anche per chi deve mantenere una famiglia e far fronte a spese ingenti. "Probabilmente le ragioni riguarderebbero la mancata erogazione di liquidità da parte delle banche ma chi ci rimette sono sempre i dipendenti", sottolinea Malandra.
Oltre allo sciopero per tutta la giornata ci sarà anche un presidio di protesta davanti all'Ospedale Maggiore nell'intento, sottolinea Malandra, di "sensibilizzare i cittadini su ciò che non cambia all'interno del settore: si effettuano tanti tagli, sia di posti di lavoro che di posti letto, i salari e le pensioni sono bassi ma rimane sempre invariato il numero dei primari e la situazione all'interno delle direzioni generali di comparto. E' ormai fin troppo palese la disparità e l'iniquità di trattamento nelle aziende sia del pubblico che del privato. I sindacati confederali forse non si sono adoperati abbastanza per impedire certe ingiustizie, non agendo sempre nell'interesse dei lavoratori. E gli effetti li sperimentiamo anche noi sulla nostra pelle, con un generale scontento dei lavoratori nei confronti di tutti i sindacati, con difficoltà sempre maggiori ad avere un contatto con i dipendenti. C'è ormai un fatalismo imperante e la paura a esporsi per timore di perdere ciò che di questi tempi è davvero difficile trovare di nuovo".


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