giovedì 11 ottobre 2018

Festa antifascista 20 ottobre 2018 via Testi 2 ore 18.30

Non è solo una grande festa antifascista, è una chiamata a tutte le forze antifasciste, quelle che si unirono attorno al più alto significato di libertà e si opposero al nazi-fascismo, vincendo la paura della Propria morte per la libertà della maggioranza di donne e uomini oppressi. Noi, tutti noi, siamo gli eredi di quei partigiani che si sacrificarono andando in montagna a combattere il male, siamo gli eredi di quella città intera che eresse barricate e non fece passare i fascisti nel 22. Ora è  Parma che richiama gli ANTIFASCISTI, donne e uomini liberi, contro un fascismo di stato, contro gruppi che perseguono la strada del razzismo, dell'omofobia, dell'esaltazione della discriminazione e negazione della libertà individuale, che minano i fondamenti della vittoria partigiana contro la dittatura, fregandosene del fatto che, fino a prova contraria, il fascismo e l'inneggiare ad esso sia fuori legge, anticostituzionale. Quindi usciamo dalle nostre calde ed accoglienti case, e alziamo la nostra voce, danzando, cantando e guardandoci negli occhi. Non sprechiamo un'occasione importante, vinciamo le nostre differenze e dimostriamo che l'antifascismo è più che mai vivo, che Parma è antifascista. 
Fabio G. Malandra



venerdì 5 ottobre 2018

Altro scandalo farmaci a Parma smantelliamo il sistema manageriale

COMUNICATO STAMPA USIS-CIT (UNIONE SINDACALE ITALIANA SANITÀ) PARMA
 

 
Dalla cronaca apprendiamo che un altro luminare dell'azienda ospedaliero universitaria di Parma é stato coinvolto in un nuovo scandalo. Dopo il caso Fanelli, un'altra notizia che coinvolgerebbe un alto dirigente. Aspettando le conclusuoni delle indagini in corso, accettando la presunzione d'innocenza fino a sentenza definitiva, grazie ad una denuncia, almeno così si legge sui media, da parte di un medico, sembrerebbe riapparire lo spettro dello scandalo.
Lasciamo che la "Giustizia" faccia il suo corso ed accerti la verità sui fatti, ma ciò che emergerebbe, a sentire all'autorità giudiziaria,  un sistema, sempre il solito, di corruzione, minacce, coinvolgimento di Aziende farmaceutiche anche di 
prestigio internazionale e di medici dirigenti compiacenti. 7 le regioni coinvolte.
Di nuovo sotto la lente d'ingrandimento il sistema manageriale pubblico ed imprese private, l'interesse 
personale a discapito di un bene pubblico di tutti, la sanità. Se i fatti corrispondono al vero, di nuovo un singolo, con la compiacenza di 
pochi, approfitta per fini personali a discapito di un diritto sancito dalla costituzione: il diritto alla salute collettiva.
Ribadiamo con maggior forza, come un anno fa, che questo è il momento di 
smantellare il sistema manageriale aziendale e promuovere l'autogestione da parte di tutti i lavoratori, dai 
medici agli addetti alle pulizie, alla gestione dell'azienda ospedaliera.
Esprimiamo piena solidarietà a tutti i lavoratori non coinvolti nella spiacevole vicenda, e che 
sono la parte maggioritaria, che ogni giorno con umiltà e professionalità svolgono le proprie funzioni per 
l'interesse della salute  dei singoli cittadini utenti.
Parma, 5 ottobre 2018 
 
USIS-CIT PARMA
 USI-CIT PARMA

lunedì 20 agosto 2018

Mettiamola cosi


Aggressione fascista a Vasto ultimo di tanti atti violenti fascisti.

Rilanciamo dal web il resoconto dell'aggressione fascista a Vasto. Molti sono stati in questi giorni gli episodi in cui compagni ANTIFASCISTI sono stati aggrediti da parti di singoli o branco fascisti; come il 28enne aggredito in veneto ad una sagra, reo di indossare una maglietta antifascista. È intollerabile sopportare oltre, il fascismo va combattuto.
Ci uniamo alla solidarietà a Nicholas, come tutti i compagni che hanno subito violenza fisica. No passaran!!!!

Teniamo a pubblicare, inoltre, il comunicato DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA che denuncia una situazione critica e pericolosa.
W L'ANARCHIA


AGGRESSIONE FASCISTA A VASTO

Nel bel mezzo della movida cittadina, tra Vastesi e turisti, dal locale della marina, La Barcaccia parte a tutto volume "Faccetta nera".
Nicholas, mio fratello, si rivolge al proprietario, spiegandogli che sta facendo apologia di fascismo. La risposta è stata un violento pugno in faccia.
La polizia, costretta ad intervenire, parla con l'aggressore, ma in una scenetta fatta di sorrisini e atteggiamenti che danno l'idea della compiacenza. Tutto davanti agli occhi della vittima dell'aggressione.
E in questo quadretto da clima di impunità, ma dopo che la polizia si è allontanata, il fascista chiama i suoi due figli, cosi piccoli che molto probabilmente ancora non vanno a scuola, ed insieme, esortati dal padre, fanno il saluto romano.
Alla fine, alla gravità dell'eposodio si aggiunge il rozzo gesto del calo delle brache da parte dell'energumeno, che ci ha tenuto a mostrare il culo.
La nota dai colori grotteschi e surreali dell'episodio, che però non stona in mezzo al grigiore della generale indifferenza dei clienti del ristorante, viene da una signora che dice di aver sentito suonare non "Faccetta nera", ma "racchetta nera".
Ora, i protagonisti di questo episodio di violenza li conoscete. Un atto dovuto è dare solidarietà a Nicholas e un pugno all'indifferenza ed alla compiacenza che hanno accompagnato la violenza fascista.

sabato 16 giugno 2018

ITALIA FASCISTA 2.0





Il caso di Roma, riguardo l'approvazione da parte della giunta comunale, per dedicare una strada alla memoria di Giorgio Almirante, il gerarca fascista e razzista, antisemita e fucilatore di partigiani, è diventato un caso nazionale. 
Il sindaco Raggi, il 20 giugno 2018, presenterà una mozione a suo nome con l'intento di annullare tale decisione. Bene, caso finito per tutti: ma siamo sicuri?
Le motivazioni, giustificazioni, portare dalla Raggi sono "io non sapevo", "i miei consiglieri sono giovani e non conoscono chi era Almirante". Un po debole, a mio avviso, la difesa, sopratutto se si pensa che si tratta di un Sindaco non di una frazione della più remota provincia d'Italia, ma parliamo della capitale, di Roma. In secondo luogo, vene da chiedersi chi hanno eletto i cittadini romani a rappresentarli, persone che non conoscono la storia, o fanno finta, intenti, forse, più a farsi belli con selfie o dirette streeming, tralasciando che a Roma tutto è iniziato, tutto è finito per iniziare di nuovo.
Possibile, dico io, che non si conosca la storia del nostro paese, come si possa dire che si esclude un ventennio solo perchè sono passati 60 anni. Questo non è revisionismo è ignoranza di comodo, per alleanza di giunta con Fratelli d'Italia, che loro si, sanno chi era Almirante.
Non mi voglio soffermare sul plauso di Alemanno, che se la Raggi non lo sa, la informo che era il pupillo del gerarca, e vi sono foto storiche nel web che confermano ciò che dico.

       
                      un giovane Alemanno stile camice nere, o blocco studentesco di oggi, con Giorgio Almirante

Alemanno oggi


Purtroppo, il caso Roma è l'ultimo di una lunga serie di atti di santificazione del personaggio in questione, una lunga e taciuta serie di dediche ed esaltazione del fascismo che, tramite approvazioni di delibere comunali, intitolano strade al gerarca.
Ho provato ad immettere "via Giorgio Almirante" su Google Maps, e se volete conferma vi esorto a provare anche chi leggerà questo scritto.
Bene il risultato è sorprendente e vomitevole: via Giorno Almirante è diffusissima in Italia:
Pescantina (VR), Rieti, Pomezia, Velenzano (BA) Vigasio (VR) Altamura, Monte Silvano (PE) Trani, Frignano (PE) Foggia, Fiumicini, Noventa Vincentina (VI), Falri (VT) San Marco Lamis (FG) San Severo (FG), Molfetta (BA), San Marco Capua Venere (SA), Aversa (CE), Acqua Viva delle Fonti (BA).
Mi sono fermato disgustato. 

Giorgio Almirante


Come è possibile che nessuno, mai nessuno sia insorto, o meglio, abbia inizialmente alzato la voce, per poi acconsentire alla realizzazione della restaurazione del ricordo, o meglio, dell'esaltazione del fascismo tramite quella persona?
Penso quindi vi siano dei colpevoli in tutto questo: i vari ministri dell'istruzione che in tutti questi anni, 60, hanno evitato un approfondimento e taciuto la verità sul fascismo e dei personaggi, primi attori del regime, che ne sono sopravvissuti. 
Sono colpevoli i partiti che hanno acconsentito che i suddetti personaggi potessero continuare la propaganda fascista e hanno fatto in modo che oggi i neofascisti della lega, forza nuova, casa pound, siano al governo.
Sono colpevoli i partiti istituzionali, di governo e non, che hanno spianato la strada in questi ultimi 60 anni all'instaurazione di un fascismo istituzionale.

La seconda domanda che mi pongo è dove sono gli antifascisti, le associazioni Partigiane, gli antagonisti, i democratici.

Allora cominciamo a rispolverare un po' di storia: chi era Almirante, cos'era MSI, per capire Fratelli d'Italia, Casa Pound, Forza Nuova, Lega.

Fscista della peggior razza, un razzista, un antisemita, un fucilatore di partigiani. Almirante nasce a Salsomaggiore, nel 1914. Studente universitario entra, giovanissimo, nei GUF (Gruppi universitari fascisti) e scrive sul giornale ultrareazionario “Tevere”, del “ fascistissimo ” Telesio Interlandi. Nel 1938 il suo zelo mussoliniano lo porta a divenire caporedattore del “Tevere” e segretario della redazione dell’inquietante e ultra razzista rivista  “Difesa della Razza”, nelle quali pagine si teorizzava la liceità degli stermini  e dei  genocidi contro “le razze umane inferiori”. Quando l’Italia entra nella Seconda Guerra Mondiale, Almirante (il padre “nobile” di Ciccioli e tutta l’altra brutta compagnia) parte – naturalmente –  volontario per l’Africa Settentrionale, a sterminare “ i neri ”, a tentare – lui, servo dell’imperialismo – di issare nelle terre africane la bandiera dell’imperialismo italiano. Dopo l’8 settembre, l’armistizio, sceglie la via mussoliniana e hitleriana dell’Italia di Salò e Fernando Mezzasoma – fascistissimo anche lui e ministro della cultura popolare della cosiddetta Repubblica Sociale Italiana – lo elegge capo di gabinetto nel proprio ministero. E’ in questa veste  di capo di gabinetto che Almirante si distingue nella  sua azione assassina volta alla repressione nazifascista della Resistenza, firmando ordini di fucilazione dei partigiani. Innamoratosi perdutamente dell’azione sanguinaria contro la Resistenza, Almirante, nel novembre del 1944, lascia il ministero e si arruola nelle bande fasciste che danno la caccia ai partigiani; partecipa a molte spedizioni “nere”, tra le più famose quella della Val d’Ossola. Ma il 25 aprile arriva anche per lui, che dopo la vittoria della lotta di Liberazione entra in clandestinità. Una clandestinità breve, dalla quale esce grazie alla tolleranza democratica e dal forse troppo rapido “perdono” delle forze antifasciste. Dopo un solo anno di clandestinità, infatti, Almirante torna a Roma ( autunno del ’46) dove è tra i protagonisti della fondazione del MIUS ( Movimento Sociale Italiano di unità sociale, partito fascista e repubblichino). Nel dicembre del ’46 fonda, con le anime nerissime Pino Romualdi e Augusto De Marsanich, il MSI, il nuovo partito fascista, incredibilmente ricostituitosi a poco più di un anno dalla Liberazione. Già dal 1947 Almirante è segretario nazionale del MSI. Da allora sino alla propria morte (22 maggio 1988) rimane il leader indiscusso del MSI e dell’estrema destra italiana; è a capo degli scontri di piazza che i fascisti organizzano per anni contro i comunisti, la CGIL, contro l’intero movimento del ’68, contro il movimento operaio e le forze democratiche; svolge un ruolo attivo, infido e inquietante in tutta la fase italiana dello “stragismo”, quando per anni, attraverso le stragi, la destra italiana e le aree reazionarie degli apparati militari e dei servizi segreti, tentano di erodere gli assetti democratici, creare il caos e l’allarme sociale al fine di provocare l’intervento militare e la dittatura di destra, in stile greco e cileno,  fascismi ai quali Almirante e i suoi uomini, totalmente e sguaiatamente, si rifanno.




 a Fiuggi nel 1994 nasce, dalle ceneri di MSI, Alleanza Nazionale (AN) guidata da Gianfranco Fini. I fascisti si camuffano da buonisti, il culmine fu la visita di Fini al museo della Shoa a Gerusalemme, una farsa rispetto ben orchestrata per cercare di cancellare il passato antisemita, che nonostante le tutto si è rvelata efficace e che dura tutt'ora.





Nel febbraio 2014 nasce il Partito Fratelli d'Italia, della Meloni, ma nel simbolo mantiene, come in AN la fiamma dell'MSI.












venerdì 15 giugno 2018

ANTIFASCISMO latitante




Il 14 giugno 2018 il consiglio comunale romano pentastellato, ha approvato la richiesta di intitolare una strada a Giorgio Almirante . Detta corsi sembra tutto normale, ma chi era Giorgio almirante? Cose fece di così importante tanto da intitolare una via della capitale? Egli fu il fondatore del partito Movimento Sociale Italiano, insieme ad altri gerarchi e reduci fascisti, messi in libertà da Togliatti (comunista ..... no comment), in nome di una riconciliazione nazionale nel 1946. Tra i tanti "sgabbiati", spicca anche il generale Roatta, soprannominato lo sterminatore di Jugoslavia, dove dirigeva le operazioni di pulizia etnica, erigendo campi di sterminio, e macchiandosi, insieme all'esercito Italiano, di genocidio: distruzione di interi villaggi uccidendo donne, bambini ed anziani. Giorgio Almirante fu fascista fino nelle sua ossa, a livello nazionale prima, forte sostenitore della Repubblica di Salò poi, fino alla sua morte....  lo sterminatore di partigiani e grande sostenitore della "DIFESA DELLA RAZZA", la propaganda razzista che sostenne la Shoa, lo sterminio degli ebrei iniziata da Hitler.
Almirante il 5 maggio 1945 scrisse (fonte:www.corriere.it/politica/08_maggio_28/parole_almirante_df2e6142-2cc0-11dd-8f6e-00144f02aabc.shtml) : il razzismo - scriveva il futuro segretario del Msi - ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito ....... «Altrimenti - scriveva ancora Almirante - finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose, fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c'è che un attestato col quale si possa imporre l'altolà al meticciato e all'ebraismo: l'attestato del sangue».
Ecco perché l'unica organizzazione che ha espresso sdegno per la perla della Raggi è  stata non l'ANPI, non gli ANTIFASCISTI istituzionali e non, ma la Comunità Ebraica. Nato a Salsomaggiore, nel 1938 il suo amore per il fascismo lo porta ad assumere il ruolo di caporedattore de "Il Tevere" prime e della "difesa della razza"poi. Si arruola volontario nella guerra in Africa settentrionale per sterminare le popolazione nere. Vi fu la guerra  di Etiopia e Somalia ..... in quella infame campagna fu usato il gas Niprite, messo fuorilegge a livello internazionale dopo i nefasti usi da parte dell'esercito tedesco durante la prima guerra mondiale. 
Dopo l'armistizuo dell'8 settembre 1943, il Giorgione fece parte dell'esecutivo della RSI;  fu lui a firmare gli ordini di fucilazione dei partigiani, oltre a prendere parte ai rastrellamenti.
Questa breve escursione della vita dell'eroe della Raggi (capisco se i fascisti di fratelli d'Italia abbiano provato a chiedere una commemorazione, non i 5 stelle) dovrebbe infiammare gli ANTIFASCISTI italiani, ma si coglie un silenzio assordante, in questa nazione. Che fine hanno fatto, oggi, in questa repubblica di marca Salvini, della Lega e di un neofascismo ormai non più mascherato. Probabilmente, visto che siamo nel mese di giugno, hanno le sinapsi già tra spiagge e montagne, in ritardo, come sempre, e disattenti alle derive destroidi non solo italiane. 
Altro che non passaran, sono già passati, gli infami, e noi non abbiamo fatto nulla per contrastarli. 
Da anarchico antifascista sono schifato ed indignato. Ci vediamo al confino se aspettiamo ancora un Po, faremo una serata antifascista alle Tremiti, o in Francia perché se non ci faranno scomparire, ci manderanno fuori dal confine ..... come hanno già fatto negli anni '30, con la sola differenza che all'epoca avevamo le palle. 

martedì 16 maggio 2017

SCANDALO SANITA' PARMA COMUNICATO



Tutti ormai siamo a conoscenza delle note vicende giudiziarie che coinvolgono, come parte lesa,  l'Ospedale Maggiore di Parma.
Non entriamo nella vicenda in se; ci sono procedimenti in corso, vedremo cosa scaturirà dal processo.
 
In ogni caso, questa organizzazione, che sfruttava la salute individuale per profitto, la somma tra interesse pubblico e privato, è stata imputata di:
"associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio, attuata nel campo della sperimentazione sanitaria e nella divulgazione scientifica per favorire le attività commerciali di imprese farmaceutiche nazionali ed estere, attraverso la commissione altresì dei reati di abuso d'ufficio, peculato, truffa aggravata e trasferimento fraudolento di valori".
 
E’ questo il male del settore pubblico: la somma tra interesse privato che allunga i suoi tentacoli nelle pubbliche amministrazioni. Non è solo un problema sanitario, ma riguarda tutto il settore pubblico, e qui a parma non ci siamo fatti mancare nulla.
 
E' orribile, tornando al settore sanità, riscontrare che si approfitti del diritto alla salute, trasformando il diritto, al considerare l'essere umano come fonte di guadagno personale. Salute è terra di profitto, in un settore che non ha crisi, e che tocca uno dei più grandi taboo inconsci nostri, cioè la stato di malattia.
 
Il caso Parma è l'esempio pratico di come si smantella la sanità pubblica in Emilia Romagna, come nel resto d'Italia, a favore dei privati. Corrotti e Corruttori senza scrupoli trovano terreno fertile per i propri affari a discapito dei cittadini, cittadini utenti.
 
Non solo: consideriamo il negativo  fenomeno dei primariati, il concentrare troppo potere decisionale ad una persona, sia per tecnologie e sperimentazione scientifica, sia per il conseguente aumentare la sudditanza da parte delle equipe di appartenenza.
 
 Ora non è più il tempo di scontrarci con il sistema, ma di proporre un nuovo sistema, ossia di autogestione diretta cittadini-lavoratori della cosa pubblica. La salute è un diritto, è pubblico, né dello stato, né del privato. 
Il riscatto dei lavoratori onesti dell’Ospedale Maggiore della nostra città deve si passare attraverso il lavoro quotidiano, il rispetto delle leggi in vigore, ma anche uno snellimento degli incarichi e, soprattutto, nel coinvolgimento delle istituzioni cittadine e comitati cittadini a tutela del bene comune descritto nell’articolo 32 della costituzione.
 
 
Piena solidarietà a tutte le lavoratrici e lavoratori, dell'Azienda Ospedaliera di Parma, estranei ai fatti, che ogni giorno sono impegnati con dedizione al proprio lavoro per il bene della comunità, sopratutto quei lavoratori dei reparti direttamente interessati dallo scandalo, che con dignità continuano ad offrire professionalità e umanità alle persone ricoverate.
 
 
USI-AIT PARMA
USI-SANITA’ PARMA

Festa antifascista 20 ottobre 2018 via Testi 2 ore 18.30

Non è solo una grande festa antifascista, è una chiamata a tutte le forze antifasciste, quelle che si unirono attorno al più alto significa...