venerdì 28 settembre 2012

Francesco Saverio Merlino

Francesco Saverio Merlino (Napoli, 15 settembre 1856 - Roma, 30 giugno 1930), avvocato, è stato pensatore e propagandista anarchico italiano.




Francesco Saverio Merlino nasce Napoli il 15 settembre 1856. Proprio nel capoluogo campano si laurea in giurisprudenza, quando era già, sin dal 1875, un conosciuto e rispettato militante anarchico.
Per almeno vent'anni Merlino porta avanti parallelamente l'organizzazione rivoluzionaria e l'attività letteraria che gli ha permesso la stesura di importantissime opere a carattere teorico.
Nel 1878, si svolge il processo a carico della Banda del Matese (movimento insurrezionale organizzato da un gruppo di anarchici, tra cui Malatesta). Come avvocato degli anarchici Merlino ottiene l'assoluzione degli imputati.
Dal 1884 è costretto all’esilio in Gran Bretagna, da dove poi frequentemente si sposta in altri paesi europei e negli Stati Uniti. Il 28 giugno 1885è a Parigi per tentare di coordinare i gruppi anarchici italiani e francesi. In questo periodo preconizza l' entrata degli anarchici nelle organizzazioni operaie, opponendosi all’individualismo e agli antiorganizzatori.
All'inizio del gennaio 1891 partecipa al congresso di Capolago, in vista della possibile costituzione di un Partito Anarchico. L’anno successivo fa una tournée di conferenze negli Stati Uniti e fonda due giornali, «Il Grido degli Oppressi» e «Solidarity», prima di rientrare clandestinamente in Italia. Nel 1894 è arrestato a Napoli e condannato a due anni di detenzione per una vecchia pendenza giudiziaria.
All'uscita dal carcere sviluppa una polemica con Malatesta che lo porta ad una sorta di revisione ideologica dell’anarchismo (per esempio sulla questione dell’astensionismo), elaborando una concezione originale del socialismo libertario. Dal 21 al 28 aprile 1898, ad Ancona, è a fianco degli avvocati Pietro Gori ed Enrico Ferri per assumere le difese degli anarchici incolpati delle rivolte di gennaio contro l’aumento del pane (tra cui ancora Malatesta). Dirige, sino al 1899, l’importante «Rivista Critica del Socialismo».
Precursore dei critici del marxismo, fu apprezzato da Eduard Bernstein in Germania e Gorge Sorel in Francia, attirandosi per contro le dure critiche di marxisti ortodossi come Antonio Labriola e Leonida Bissolati. Alla fine del 1899 si iscrive al PSI, rimanendo però alquanto isolato all’interno del partito.
Nel 1900, dopo il regicidio di Monza, assume con coraggio la difesa di Gaetano Bresci, salvandolo dalla condanna a morte. Difende anche i compagni anarchici perseguitati per aver occupato le fabbriche di Torino, quelli del processo Diana di Milano ecc.
Dopo il 1907 decide di ritirarsi a vita privata, dedicandosi alla sua professione di avvocato e considerando l'esperienza dell'anarchismo italiano oramai finita, in quanto assorbita dal socialismo. Nel primo dopoguerra, tuttavia, si riavvicina all'anarchismo, riconoscendo agli anarchici il loro antagonismo tanto al fascismo quanto al bolscevismo, scrivendo numerosi articoli per la stampa anarchica.
Francesco Saverio Merlino muore il 30 giugno 1930 a Roma.


SABATO 27 ottobre 2012, IO STO A CASA. Riflessione di Fabio Malandra






Sabato 27 ottobre 2012 avrà vita la manifestazione No Monti Day, contro il governo delle banche. E' gia statato dichiarato che sarà la più grande manifestazione dal dopo guerra ad oggi.
Organizzata da Usb, Rete 28 aprile-Opposizione Cgil, Cobas, Cub,Unicobas, Usi (gli scissionisti dell'USI-AIT che non aderisce), Sicobas, il Comitato No Debito che è stato un pò il motore di avvio di questa iniziativa, organizzazioni politiche come Prc, RdC,Sc, Pcl, Carc, Alternativa, C-SP, PC.
Dalla pagina sociale di Facebook si motiva la mobilitazione generale contro Monti e le sue politiche di austerità, anti classe operaia, contro l'Europa e la dittatura Tedesca.
In linea di massima molti i ponti sono condivisibili, innegabili.... ma poi? 
Chi è un po navigato politicamente, come il sottoscritto, non riesce più a contare le volte che è sceso in piazza, tornandosene a casa con la consapevolezza di non aver ottenuto nulla. Sopratutto per cosa scendiamo nelle strade, quali gli obbiettivi da raggiungere.
Ho la certezza che se utopicamente si vincesse la battaglia, anche non violenta, la conseguenza sarebbe la caduta di un governo, per eleggerne un'altro.
Sconfiggere un premier e la sua giunta, per averne un'altro succube del capitalismo e della brama di potere che porta lo sfruttamento di gran parte del popolo. Avrebbero dovuto già insegnare le esperienze della Lega Nord e Movimento 5 stelle, nate dalla protesta, finite a governare. 
Semplicemente non ci sarebbe quell'atto rivoluzionario collettivo e popolare spontaneo, anche non violento, grazie al quale tutto ciò che oggi è considerato utopico, diventerebbe normale sistema di convivenza. 
Io credo ci sia bisogno prima della presa di coscenza che passa nella rivoluzione culturale e il consenso della gente, acculturarla, poi il processo rivoluzionario si innescherebbe naturalmente, non per forza in maniera violenta.
Non sono disposto, da anarchico, a sfilare per le strade di Roma, rafforzando solo gli apparati di quei partiti che rappresentano i papabili alle prossime elezioni. 
Per cui me ne starò a casa, magari leggendo un buon libro di ispirazione libertaria.

Fabio Malandra

SCANDALO SANITA' PARMA COMUNICATO

Tutti ormai siamo a conoscenza delle note vicende giudiziarie che coinvolgono, come parte lesa,  l'Ospedale Maggiore di Parma. Non...