sabato 7 dicembre 2013

L’anarchico e la grillina



fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/29/lanarchico-e-la-grillina/609511/


Ascanio Celestini 29 maggio 2013


Caro Ascanio,
rispetto all‘intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano quando cerca di descrivere la situazione attuale, in riferimento al rapporto dei cittadini con la politica, in particolare quando ritiene che una differenza rispetto al passato sia che i cittadini non hanno più riferimenti politici culturali: ”un elettore del partito comunista sentiva, che poi fosse vero o meno questo è tutto un altro discorso, di avere la stessa visione del mondo del suo segretario e di tutti gli altri appartenenti al partito… Oggi sono molto forti i partiti personali, quelli che si riferiscono a una sola persona” e poi continua con la storia del ”buon senso” e dei discorsi da bar…
Vorrei invitare Ascanio a riflettere su qualche punto.
1) La visione del mondo del vecchio elettore come di quello d’oggi non può essere solo fatta di idee astratte. Altrimenti gli ideali rimangono tali, irrealizzabili, che fa solo fico sostenere. Ad essa (la visione) devono seguire dei progetti e dei fatti coerenti. Ma l’elettore, in passato, nonostante i politici disattendessero le promesse, ha continuato a demandare loro l’incarico di amministrare il Paese, appunto spinto da immobili idee di sinistra, assiomi, principi di derivazione socialista/comunista usati dai politici solo per manipolare. Gli elettori del M5S, almeno credo molti, come quelli che conosco, hanno una capacità critica atipica e rara. Sono informati, e non si limitano a recepire passivamente i ”fatti” veicolati da certa stampa. E non si affidano ai comandi di Grillo  aprioristicamente, perché Grillo infatti non sta dietro alla gestione della cosa pubblica locale, forse un po’ di più dietro a quella nazionale, si, ma non come Demiurgo, piuttosto come collante. E le frasi e gli slogan di cui si serve nei comizi hanno una funzione comunicativa di efficacia, quindi servono a porre l’accento su determinati concetti a volte anche con ironia, e con ironia intendo quel distacco giocoso che vuole far divertire ma anche rivelare una verità amara, portandola talvolta all’estremo, cosa che a lui riesce perfettamente per deformazione professionale.
2) Immagino che faccia riferimento e a Berlusconi e a Grillo. Ma è possibile che non riesca a vedere la differenza tra i due? Dovrebbe frequentare qualche meet-up o seguire le attività degli attivisti anche a livello amministrativo per sentenziare così. All’interno del M5s ci sono molte persone competenti, che non sono nate politici come nessuno del resto, ma che hanno già dato un contributo alla gestione della cosa pubblica, anche solo monitorando le azioni di politici spesso corrotti, senza ricorrere a quel vago buon senso che tutto vuol dire e niente. Capisco che informarsi a questo livello richieda uno sforzo ulteriore, ma come si può pensare di criticare qualcosa che non si conosce veramente? La differenza tra il M5s e la vecchia politica invece è che prima col principio assiomatico della rappresentanza si delegava, e l’elettorato non osava mettere in discussione l’operato del partito, che siccome è stato fatto da uomini per lo più corrotti, ha portato l’Italia allo sfacelo. Quel sistema ha fallito. Bisogna prenderne atto ed evitare di cadere nel tranello delle nostalgie, che non possono farci andare avanti. Ora finalmente una parte importante del popolo ha compreso l’importanza di vigilare sull’amministrazione della cosa pubblica. In effetti cos’altro dovremmo aspettarci dai partiti o movimenti se non fare il bene del Paese attraverso fatti coerenti con le idee propagandate? Gli elettori in passato si aspettavano di sentirsi cullare tra le braccia di mamma partito, con qualche ninna nanna calmante fatta di slogan e luoghi comuni privi di riscontro pratico.
3) Quindi, il punto per Ascanio è l’importanza del modello rappresentativo? Ricordo che negli ultimi decenni siamo stati derubati da quei partiti che ci avrebbero dovuto rappresentare. E in effetti anche io in passato votai per la sinistra, quando non c’erano alternative e soprattutto quando mi bastava l’idea che il partito si ispirasse a degli ideali teorici. Poi per fortuna ho capito che la cosa più importante è la pratica, l’agire, quindi la coerenza. Purtroppo in Italia molti elettori pigri e ”ignoranti” si sono nascosti dietro a un’ideologia che peraltro hanno conosciuto tra frasi demagogiche e propaganda mediatica. La vera demagogia e il populismo sono quelli ai quali ci hanno assoggettato per decenni sindacalisti, politici e talvolta docenti.
4) Solamente una partecipazione attiva potrà salvarci dal capitalismo, dal liberismo e dalla corruzione. Io credo che l’autodeterminazione sia un principio democratico fondamentale. E solo con la partecipazione si potranno combattere i pesci grossi.
Concludo con l’augurio che molti italiani ammetteranno prima o poi, senza vergognarsene, che un nostro grande limite è quello  di saper criticare bene e basta. Infatti quando arriva l’alternativa migliore, che abbiamo appoggiato fino a prima che vincesse, subito le spariamo contro, perché a noi piace solo criticare e non metterci in gioco veramente. Punti di vista?
Con rispetto, C.
———————-
Gentile C.,
cerco di rispondere alla sua lettera, ma prima devo chiarire un punto. Io non credo nei partiti. Ma non perché siano stati occupati da persone disoneste. Io non credo nei partiti perché non credo nella delega. Un politico onesto è certamente migliore di uno disonesto, ma fa parte di una struttura che è storicamente superata.
Rispetto a ciò che vedremo dopo la fine della democrazia fondata sulla rappresentanza ci sono due possibilità che sono l’una l’opposto dell’altra come il bianco rispetto al nero: o la democrazia diretta, o una forma moderna di tirannia. Probabilmente vivremo in paesi grigi dove le due condizioni coabiteranno, alle volte ignorandosi reciprocamente, altre volte entrando in conflitto.
Quando indico il militante comunista degli anni ’50 che sentiva di avere una visione comune al segretario del Pci, parlo di una relazione che rendeva possibile l’esistenza dell’istituzione partito. Non lo faccio in maniera nostalgica. Dico semplicemente che i partiti hanno bisogno di un collante ideologico. Per ideologia non ne intento una in particolare. Parlo di una visione del mondo. Una cosa che ti permettere di immaginare un altro mondo possibile e di lavorare, tutti nella stessa direzione, per realizzarlo. Le ripeto che io non ho mai creduto che quell’istituzione fosse la migliore possibile, né credo all’idea della rappresentanza. Non ho quella visione del mondo. Anche io ho sempre parlato dell’importanza dell’autorganizzazione (guardi il mio documentario Parole Sante sui Precariatesia di Roma o i tanti articoli che ho scritto sui No Tav, No Dal Molin, …).
Credo che sia possibile e sensato fare politica solo a livello territoriale dove la Politica sta alla Polis come il Cittadino alla Città. Una città che non sia tanto grande da diventare un labirinto, né tanto piccola da diventare una gabbia. La democrazia diretta è possibile solo in territori ristretti. Pensare di portare la democrazia diretta a livello regionale, nazionale o sovranazionale non è un’utopia, ma una sciocchezza. I partiti sono morti non soltanto perché sono abitati da disonesti (forse è il contrario), ma perché s’è storicamente disciolto quel vincolo ideologico che li sosteneva. Questo è valido sia per i rappresentanti onesti che per quelli disonesti. 
Ma detto questo non credo che ciò che è accaduto nei decenni passati sia da denigrare e da buttare via. Storicamente ha avuto una grande importanza. Sarebbe come dire che erano dei poveri scemi quelli che accendevano il fuoco con le pietre e che noi siamo molto più intelligenti perché abbiamo l’accendino, o addirittura cuociamo la pasta sul fornello a induzione. Siamo arrivati all’induzione perché siamo partiti dalle pietre focaie. Quello che è successo nei decenni passati non è frutto di idee astratte.
E poi cosa sono le idee astratte? L’autogestione di una fabbrica è un’idea astratta? Le lotte per avere asili e consultori sono idee astratte? Il superamento dell’istituzione manicomiale con la fondazione di presidi territoriali sono idee astratte? La lotta contro un’istituzione criminale come il carcere è un’idea astratta? I proletari in divisa che entravano nell’esercito per contrastarne la violenza è un concetto astratto? È un’idea astratta la contrapposizione all’imposizione del cottimo in fabbrica? Lo sa che le donne avevano stipendio e pensione da donna fino a pochi anni fa? Pensa che sia un’astrazione aver conquistato questi diritti? La legge sull’aborto e il divorzio, lo statuto dei lavoratori e il S.S. nazionale sono astrazioni? Lei scrive che “gli elettori in passato si aspettavano di sentirsi cullare tra le braccia di mamma partito, con qualche ninna nanna calmante fatta di slogan e luoghi comuni privi di riscontro pratico”. Ma di chi sta parlando? Lo sa che nelle città del triangolo industriale gli operai già all’inizio degli anni sessanta contestavano il PCI e i sindacati. Lo sa cosa è stata Piazza Statuto nel ’62?
E poi lo sa che a sinistra del PCI c’è stato un mondo di attivisti politici che hanno fatto battaglie territoriali fin dalla fondazione di Livorno? Sa cos’erano gli Arditi del Popolo? E Bandiera Rossa ai tempi della Resistenza? Ha presente cosa sono stati per questo paese gli scritti sul Politecnico, su Quaderni Piacentini e Lotta Continua? Lotta Continua in particolare ha ospitato intellettuali come Goffredo Fofi, Adriano Sofri, Erri De Luca, Marino Sinibaldi, Guido Crainz, Enrico Deaglio, Alexander Langer, Marco Revelli, Mauro Rostagno… Il lavoro di LC era un lavoro territoriale. Non stavano chiusi in una redazione a commentare il Capitale di Marx. Era gente che lavorava con studenti e operai, che ha aperto una discussione seria su molti argomenti concreti come il carcere e l’ambiente molto prima che diventassero argomenti popolari (oddio.. del carcere oggi non si parla ancora.. o se ne parla a vanvera.. comunque..). Molti sono stati arrestati per questo.
Si informi anche su quelli che morirono in piazza per idee “astratte”, ragazzi come Piero Bruno che manifestava la propria solidarietà col popolo dell’Angola. Lei scrive che “l’elettorato non osava mettere in discussione l’operato del partito, che siccome è stato fatto da uomini per lo più corrotti, ha portato l’Italia allo sfacelo. Quel sistema ha fallito”. Ebbene sono decenni che c’è gente che ha smesso di credere (o non ci ha mai creduto) a quel sistema. Tutto ciò esiste molto prima del web. Quando Grillo conduceva Fantastico con Loretta Goggi, un numero enorme di compagni venivano arrestati secondo il teorema Calogero che “Visto che non si riesce a prendere il pesce, bisogna prosciugare il mare”. Erano studenti e professori. Molti di loro rimarranno mesi in galera. Alcuni ci staranno per anni senza aver commesso alcun reato. Il PCI era uno degli sponsor di quella retata fascista perché aveva visto crescere un’area vasta alla sua sinistra e cercava di riprendersi il copyright del conflitto sociale.
Lei mi scrive che capisce “che informarsi a questo livello richieda uno sforzo ulteriore” come dire: chi critica il nostro movimento.. evidentemente è un’ignorante che non ci conosce. Se parla di me quando parla di quelli a cui “piace solo criticare e non mettersi in gioco veramente”, forse anche lei dovrebbe informarsi un po’.
In un incontro che organizzammo quattro anni fa sui materiali video di documentazione prodotti da comitati e presidi autorganizzati, dopo un compagno della Val Susa parlò un licenziato dell’Alitalia. Disse che era contento di sentire che, dopo il movimento nato in Alitalia.. c’erano anche altri che incominciavano a muoversi. Gli altri che partecipavano al dibattito gli hanno fatto presente che da anni facevano quello che in Alitalia era appena iniziato… Certe volte pensiamo di essere i primi a ragionare in maniera concreta su certi argomenti (tipo la “capacità critica atipica e rara” di cui parla lei). Lo pensiamo in buona fede, ma capita di farlo perché non sappiamo che prima di noi molti lo hanno già fatto.
Davide Lazzaretti venne ammazzato nel 1878. Era un visionario, ma dette vita ad un esperimento collettivistico che, nonostante lui fosse religioso e persino invasato, dette fastidio sia allo Stato che alla Chiesa. Per questo fu fatto fuori. Dopo la sua morte l’esperimento cessò, ma quelli che ne fecero parte divennero i fondatori di molte cooperative nella Toscana di fine ‘800. Di esperienza in esperienza potremmo andare indietro fino alla Comune di Parigi, la Repubblica romana… la rivolta di Spartaco.
Gentile C, a tutto questo aggiungo che io non appartengo a nessun partito. Non ho tessere e non sono nella cricca o nella casta. Non soltanto non ho appoggi da partiti e sindacati, nemmeno della cosiddetta sinistra radicale. Non sono un comunista. Io sono anarchico. Non mi interessa che il popolo vigili sull’amministrazione pubblica. Io non credo che il popolo debba essere amministrato da qualcuno. Io voglio il superamento di questa democrazia, non che venga amministrata decentemente. Questo era il dibattito negli anni ’60 rispetto ai manicomi. Qualcuno voleva umanizzarli, qualcun altro cancellarli. Si umanizza un’istituzione disumana solo cancellandola. Il modello attuale è come una vecchia macchina che consuma tanto e inquina. Qualcuno vorrebbe sostituirla con un’auto ecologica. Io (e molti altri come me) non voglio l’automobile.
Ascanioas

lunedì 2 dicembre 2013

Comunicato di solidarietà



'l'USI-PR e il gruppo FAI Antonio Cieri esprimono la propria solidarietà ai compagni che oggi manifestavano presso Iren Parma e sono poi stati portati in questura a sirene spiegate con un esagerato spiegamento di forze da parte della polizia della questura di Parma. La richiesta era l'incontro di un dirigente per la garanzia di un chilovatt e acqua per chi non riesce a pagare le bollette e attualmente invece subisce un distacco immediato di tutte le utenze, trovandosi così in totale mancanza del minimo necessario per vivere dignitosamente.
Non solo nessuno ha incontrato i manifestanti ma sono state addirittura mandate camionette e manganelli contro manifestanti pacifici e coraggiose donne straniere, in alcuni casi anziane malate, attualmente in ospedale per le percosse. La violenza repressiva dello stato a servizio di chi fa pagare con le tasse i debiti e privatizza i profitti. '





RIPORTIAMO INTEGRALMENTE IL COMUNICATO DEI COMPAGNI DI "RETE DIRITTI IN CASA PARMA":


Venerdì 29 novembre si è tenuto un altro importante passaggio di lotta a Parma.
Nella mattinata circa un centinaio di persone tra attivisti dell’Assemblea permanente No Inceneritori, famiglie sotto sfratto e militanti della Rete Diritti in Casa si sono dati appuntamento presso la sede cittadina di Iren, la multiutility che gestisce oltre ai rifiuti e all’inceneritore anche  le erogazioni di acqua, luce e gas.
L’obbiettivo comune dei manifestanti, oltre alla lotta contro l’inceneritore, era di denunciare i continui distacchi delle utenze per gli utenti in morosità incolpevole e l’esosità delle tariffe applicate da IREN che a Parma tra l’altro è monopolista per quanto riguarda l’erogazione dell’acqua. Da quando si è assistito alla trasformazione delle ex municipalizzate in SPA si è avuto un continuo aumento delle tariffe che ha reso insostenibile l’accesso per tante persone a servizi fondamentali oggi gestiti nell’esclusivo interesse d’impresa con l’unico criterio del profitto.
Le rivendicazioni sono chiare e limpide:
L’avvio immediato di una moratoria sui distacchi per morosità colpevole;
L’introduzione di nuovi piani tariffari, tariffe sociali e sistemi etici di rateizzazione dei pagamenti sviluppati tenendo conto del reddito e della composizione dei nuclei famigliari, al fine di garantire il diritto d’accesso ai servizi senza penalizzare ulteriormente i soggetti più deboli.  
L’erogazione di un servizio minimo garantito di utenze a tutti (50 l di acqua giornalieri per abitante, come stimato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, 1 kw di elettricità e gas in base alla metratura) a salvaguardia della sussistenza e della dignità della persona, oltre che della salute e dell'igiene pubblica.
Lo stop alla privatizzazione di servizi indispensabili per la sopravvivenza, verso una gestione sotto il controllo popolare diffuso con strumenti di democrazia diretta, seguendo la volontà espressa chiaramente dal referendum contro la privatizzazione dell’acqua.
Il presidio è stato vivace e combattivo, al megafono si sono susseguiti diversi interventi di persone che hanno espresso la loro rabbia per la grave situazione economica che li costringe a subire sfratti e tagli alle utenze.  . I manifestanti chiedevano un incontro urgente con uno dei dirigenti IREN, per  fissare l’avvio di un tavolo di confronto, a fronte della disponibilità espressa telefonicamente dal presidente della commissione ambiente del Comune. Da parte di Iren c’è stata una chiusura totale a questa richiesta e, provocatoriamente, qualcuno dei vertici ha anche disposto la chiusura degli sportelli nonostante la normale attività non fosse comunque impedita. Alle 14,15 , poco dopo la chiusura dell’apertura al pubblico della sede, uno sproporzionato dispiegamento di forze di polizia(praticamente tutte le forze in servizio a Parma) e di alcuni carabinieri ha prelevato a forza i componenti del presidio che hanno deciso di resistere caricandoli su diversi mezzi per poi trasferirli a sirene spiegate in questura. Per tre donne sotto sfratto si è reso necessario il ricovero all’ospedale, una per un malore, altre due per botte prese dai poliziotti che le hanno poi piantonate in ospedale.
Per tutti identificazione, foto segnalazione e impronte digitali oltre a denuncia per interruzione pubblico servizio,invasione di edifici, manifestazione non autorizzata e violenza privata.  Le valutazioni politiche sul quanto accaduto è per noi  chiaro: . l’intervento sproporzionato rispetto ai fatti si spiega con il fatto che il questore ha avuto indicazioni precise di dare una “lezione” ai movimenti che a parma stanno lievitando e che sono attivi su più fronti con crescente consenso sociale. C’è un’evidente paura che la questione sociale e relativo conflitto diventino realtà potente e lor signori vorrebbero fermare con queste patetiche intimidazioni lo sviluppo e la diffusione a diversi ambiti (dalla casa ai servizi al lavoro) delle lotte.
 Una valutazione a parte deve essere fatta anche sull’obiettivo scelto dai manifestanti: l’IREN. Questa multinazionale dei servizi che specula su bisogni essenziali alla vita di tante persone gode evidentemente degli appoggi giusti a difesa dei propri sporchi interessi. Pensiamo di aver toccato il tasto giusto affrontando per la prima volta anche la questione dei servizi ex municipalizzati (che si unisce alla lotta contro l’inceneritore). Riteniamo che l’isterica reazione a un presidio determinato ma pacifico sia dovuta al fatto che i capi della SPA non gradiscono affatto l’apertura di un altro fronte che rischia di avere un consenso diffuso visto che i continui  rincari sulle bollette riguardano tutti, dai disoccupati ai lavoratori. Noi  auspichiamo che questo fronte di lotta si estenda : IREN controlla i servizi anche di Reggio Emilia Piacenza, Modena, Genova e Torino e praticamente tutte le città hanno privatizzato le ex municipalizzate. La lotta per il reddito, anche se indiretto, passa anche da qui e si connette con le lotte contro le privatizzazioni, offrendo, come per la lotta per la casa, non poche possibilità di ricomposizione.

martedì 12 novembre 2013

Tirreno-Brennero, protesta al Premio per la Biodiversità: 'Provincia è ipocrita'

fonte: http://www.parmatoday.it/cronaca/tirreno-brennero-presidio-legambiente.html





Provincia consegna il Premio Biodiversità. Presidio anti-Tibre: 'Tuteli il sito Natura 2000'
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Flash mob degli attivisti e delle attiviste anti Tibre davanti alla Camera di Commercio di Parma. All'interno la Provincia di Parma ha organizzato una mattinata dedicata alla consegna del Premio San Martino alleati per la biodiversità che quest'anno è stato consegnato al regista Franco Piavoli
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Provincia consegna il Premio Biodiversità. Presidio anti-Tibre: 'Tuteli il sito Natura 2000'
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Per il primo stralcio della Tirreno-Brennero, che porterà alla realizzazione di 9 chilometri di autostrada dall'abitato di Trecasali a quello di Pontetaro, sembra già tutto fatto. Manca solo una firma che verrà messa martedì 12 novembre sul contratto tra la ditta che avvierà i lavori e Autocisa, che permetterà alla Pizzarotti di realizzare l'opera. Nessuna marcia indietro, nessun ripensamento: la Provincia di Parma e Autocisa continuano nel percorso.
VIDEO: ENRICO OTTOLINI DEL WWF
Un tratto autostradale che ha ricevuto le critiche da più parti della società civile e dell'associazionismo ambientalista, anche per il costo elevato di 513 milioni di euro e il fatto che l'autostrada A15 sarà interessata dall'aumento del pedaggio dell'8% annuale, proprio per finanziare l'opera. Anche qualche esponente del quadro istituzionale, come l'assessore all'Ambiente del Comune di Parma Gabriele Folli, ha criticato l'opera. Stamattina la Provincia ha consegnato il Premio per la Biodiversità, consegnato al regista Franco Piavoli: gli ambientalisti hanno promosso un presidio davanti alla sede della Camera di Commercio, distribuendo volantini ed esponendo striscioni per informare la popolazione.
"Abbiamo approfittato di questa giornata -commenta Enrico Ottolini del Wwf- perchè anche quest'anno la Provincia consegna il Premio alla Biodiversità: dovrebbe occuparsi prima di tutto della biodiversità del suo territorio e del sito Natura 2000, posto sul tracciato della Tirreno-Brennero, che verrà gravemente danneggiato dalla costruzione dell'opera. Sarà irrimediabilmente compromesso il sito di vivibilità del Falco cuculo e saranno distrutti degli habitat. E la Provincia non ha fatto niente per evitarlo. Ricevere il Premio Biodiversità dalla Provincia di Parma è come ricevere il Premio della Bontà dalla strega di Biancaneve".
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Anarchici occupano palazzina di via Spada, sgombero lampo di polizia e carabinieri

fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/11/09/979720-occupazione-palazzina-via-spada.shtml

Gli occupanti si erano asserragliati all'ultimo piano, barricando la scala interna con tubi innocenti, mattoni e masserizie. Due di loro sono anche saliti dul tetto. Ma il blitz è durano poche ore: otto attivisti sono finiti in Questura e denunciati. Poi si sono aggiunti tre fogli di via

Bologna, 9 novembre 2013 - E' durata poche ore l'occupazione di una palazzina disabitata in via Spada 54, alla Bolognina. Un gruppo di attivisti di area anarchica gravitanti nell'ambiente dell'ex circolo Fuoriluogo e dell'Aula C di Scienze politiche si è introdotta nello stabile nel primo pomeriggio di oggi e attorno alle 19, dopo la conclusione della fiaccolata organizzata dal Quartiere fra il parco Zucca e piazza dell'Unità, la Questura ha spedito 60 poliziotti e carabinieri in tenuta anti-sommossa a sgomberare l'immobile.





 Gli occupanti si sono asserragliati all'ultimo piano, barricando la scala interna con tubi innocenti, mattoni e masserizie, mentre all'esterno si è formato un presidio composto da una trentina di antagonisti, accorsi in solidarietà con gli occupanti in seguito a un appello diffuso via Internet. I vigili del fuoco hanno aperto il portone esterno e i poliziotti, dopo avere raggiunto gli attivisti, ne hanno portati otto in Questura.




Sono stati denunciati per invasione di edifici e danneggiamento. Alle denunce si sono poi aggiunti tre fogli di via. Altri due sono invece saliti sul tetto. Il gruppo che ha compiuto il blitz è lo stesso che aveva occupato lo stabilimento in via di Saliceto, sgomberato giovedì scorso.
Enrico Barbetti

scontro sfiorato tra Anarchici e fascisti


fonte: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/11/08/news/scontro-sfiorato-tra-anarchici-e-fascisti-1.8080939

Dopo giorni di ricerche, gli attivisti di sinistra hanno scovato la sede di Casa Pound in via Marighetto e sono andati in forze


TRENTO. C’è mancato poco. Per un soffio non è scoppiata la rissa tra anarchici e attivisti di destra di Casa Pound, ieri sera poco dopo le 18, in via Marighetto. Da giorni gli anarchici stavano cercando la sede dell’associazione di destra che si ispira al fascismo. Ieri l’hanno trovata. E si sono presentati in forze. Così il segreto che tutti cercavano di mantenere per evitare disordini, almeno prima di sabato, giorno dell’inaugurazione ufficiale della sede trentina di Casa Pound, è svanito. Con un grattacapo in più per polizia e carabinieri che già ieri sera, dopo la manifestazione inscenata dagli anarchici davanti alla sede del movimento fascista, hanno iniziato a passare per via Marighetto con insistenza.
Il segreto sull’indirizzo della sede è caduto ieri nel tardo pomeriggio. Circa 40 anarchici si sono ritrovati davanti alla concessionaria Peugeot Barchetti, in viale Verona. Poi sono saliti a piedi fino in via Marighetto. Hanno raggiunto il palazzo che al primo piano ospita la sede di Casa Pound, segno che erano bene informati. E poi hanno iniziato scandire slogan antifascisti e a urlare. Polizia e carabinieri sono arrivati in pochissimo tempo. Gli anarchici hanno continuato a urlare slogan antifascisti e hanno lasciato dei volantini contro Casa Pound, ma non c’è stato alcun contatto con gli attivisti del movimento di destra. Un paio di loro, vestiti con inconfondibili bomber neri con scritta bianca sulla schiena, erano dentro la sede e sono stati sentiti dalle forze dell’ordine.
Le persone che abitano nelle vicinanze hanno scoperto ieri che presto saranno vicini di Casa Pound. Qualcuno nelle scorse settimane ha notato, al primo piano di uno stabile, dei giovani con bandiere che si riunivano la sera. Nei locali c’è anche uno spaccio con delle bevande. Qualcuno ha notato anche del viavai, ma non molto spesso.
La folla vociante e urlante di anarchici di ieri sera ha fatto scoprire ai residenti della zona che il movimento di ispirazione fascista si stabilirà a Madonna bianca. In questi giorni è montato un movimento di protesta contro la decisione di Casa Pound di aprire una sede a Trento. La parola più gentile usata è stata provocazione. Gli stessi anarchici nei giorni scorsi avevano organizzato un’assemblea a Sociologia nella quale c’era stata una forte tensione. Il giorno dopo c’è stato un volantinaggio in centro. Gli anarchici hanno distribuito volantini nei quali si definiscono quelli di Casa Pound come rifiuti della storia. Nei giorni scorsi c’è stato anche un contatto proprio davanti alla Questura tra due attivisti di Casa Pound e un simpatizzante del Centro Sociale Bruno. Erano volate parole grosse e poi spintoni e anche una sberla. Il giovane di sinistra ha perso sangue dal naso dopo un pugno, ma ha preferito non sporgere denuncia.
L’episodio, però, non ha fatto altro che scaldare gli animi. Per domani sono previste tre diverse manifestazioni contro Casa Pound. Dal canto loro i giovani di destra non stanno certo a guardare. Dicono di non volere violenze, ma sono pronti a menare le mani, anche se solo per difendersi.
Insomma, non è certo un clima di calma e serenità quello che le forze dell’ordine si trovano a dover affrontare. I militanti di Casa Pound sono almeno una trentina. Tutti giovani che sono usciti dal Blocco studentesco.
(u.c.)

lunedì 11 novembre 2013

ANARCHIA IN BLOCCHI DI MARMO

fonte: http://www.insideart.eu/2013/10/29/lanarchia-in-un-blocco-di-marmo/

articolo di:

lunedì 14 ottobre 2013

L'INTERVISTA: USIS PARMA VERSO LO SCIOPERO

INTERVISTA TRATTA DA PARMATODAY

http://www.parmatoday.it/cronaca/sciopero-generale-18-ottobre-parma-usi.html



Sciopero generale del 18, Malandra, Usi: "Basta a tagli e iniquità di trattamento"
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Sciopero generale del 18, Malandra dell'Usi: "Basta a tagli e iniquità di trattamento"

Sciopero generale nazionale e presidio anche a Parma davanti al Maggiore contro tagli di personale e mancato rinnovo dei contratti dal 2008. Malandra, Usi: "Perdiamo mediamente 9000 euro di potere d'acquisto. Ricadute non solo occupazionali ma sociali"
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Sciopero generale del 18, Malandra, Usi: "Basta a tagli e iniquità di trattamento"
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E' indetto venerdì 18 ottobre uno sciopero generale di tutte la categorie pubbliche e private per l'intera giornata, organizzato nel territorio da USI – AIT, USIS (Unione Sindacale Italiana Sanità) Parma unitamente alla Confederazione USB, la Confederazione Cobas e la CUB parallelamente allo sciopero nazionale con manifestazione previsto a Roma. A Parma ci sarà un presidio davanti all'Ospedale Maggiore in via Gramsci a partire dalle 8.30. 
Le ragioni, come spiega Fabio Malandra, Usi Sanità Parma, riguardano i tagli "previsti nella prossima manovrina, si parla di tagli alla sanità che ad esempio riguarderanno 50.000 infermieri in tutta Italia, ma non solo". L'intento secondo quanto ribadito da Malandra, è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle pesanti ricadute sociali nel settore della sanità, non solo per i lavoratori ma per gli utenti stessi. "Non è tollerabile il blocco dei contratti dal 2008, non si sa se la concertazione si farà nel 2014. Intanto i livelli dei salari e delle pensioni sono bassi, dal 2008 noi lavoratori del settore abbiamo perso 9000 euro di potere d'acquisto". Oltre al rinnovo dei contratti, con lo sciopero esteso a livello nazionale si chiede un aumento salariale e delle pensioni e una riduzione dell'orario di lavoro. Non solo il settore della sanità, ma anche quello dell'istruzione risente delle scelte del governo secondo i sindacati che ritengono fondamentale richiamare l'attenzione della classe politica per attuare un cambiamento che favorisca uno slancio dell'economia, a partire anche dalle imprese in difficoltà.
SCIOPERO DEL 18 OTTOBRE: I POSSIBILI DISAGI
La situazione del territorio è varia, spiega Malandra: "A Parma ci sono realtà diverse, l'azienda ospedaliera ha tagliato posti di lavoro, contratti a tempo determinato e bloccato le graduatorie di concorso sia per gli O.S.S. che per il settore infermieristico. Sono stati anche ridotti i posti letto di ricovero attuando anche una politica di riduzione dell'orario di lavoro agli infermieri aggravandone il carico". Una situazione complessa anche per Ad Personam, sottolinea Malandra: "Ad Personam è un muro di gomma, non si capisce cosa succede al suo interno, manca un riconoscimento della figura aggiornata degli O.S.S. dal 2008 ed è stato aumentato il carico di lavoro". Situazione che non sarebbe migliore nelle strutture private, come per la Città di Parma. I dipendenti avevano denunciato da tempo la mancata ricezione di alcune mensilità e turni di lavoro estenuanti, una lavoratrice nel maggio scorso aveva denunciato a ParmaToday le difficoltà vissute giornalmente anche per chi deve mantenere una famiglia e far fronte a spese ingenti. "Probabilmente le ragioni riguarderebbero la mancata erogazione di liquidità da parte delle banche ma chi ci rimette sono sempre i dipendenti", sottolinea Malandra.
Oltre allo sciopero per tutta la giornata ci sarà anche un presidio di protesta davanti all'Ospedale Maggiore nell'intento, sottolinea Malandra, di "sensibilizzare i cittadini su ciò che non cambia all'interno del settore: si effettuano tanti tagli, sia di posti di lavoro che di posti letto, i salari e le pensioni sono bassi ma rimane sempre invariato il numero dei primari e la situazione all'interno delle direzioni generali di comparto. E' ormai fin troppo palese la disparità e l'iniquità di trattamento nelle aziende sia del pubblico che del privato. I sindacati confederali forse non si sono adoperati abbastanza per impedire certe ingiustizie, non agendo sempre nell'interesse dei lavoratori. E gli effetti li sperimentiamo anche noi sulla nostra pelle, con un generale scontento dei lavoratori nei confronti di tutti i sindacati, con difficoltà sempre maggiori ad avere un contatto con i dipendenti. C'è ormai un fatalismo imperante e la paura a esporsi per timore di perdere ciò che di questi tempi è davvero difficile trovare di nuovo".
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Festa antifascista 20 ottobre 2018 via Testi 2 ore 18.30

Non è solo una grande festa antifascista, è una chiamata a tutte le forze antifasciste, quelle che si unirono attorno al più alto significa...