venerdì 17 febbraio 2012

Proposta choc di Massimo Garavaglia: tagliare 200.000 dipendenti statali

fonte: http://it.paperblog.com/proposta-choc-di-massimo-garavaglia-tagliare-200000-dipendenti-statali-892053/





Massimo Garavaglia due legislature nella "Roma Ladrona", si ata arricchendo sulle spalle degli italiani, vicepresidente della commissione Bilancio al Senato e responsabile economico della Lega Nord, ha detto chiaramente che è doveroso tagliare 200.000 dipendenti statali per risparmiare circa 700 milioni di €uro all'anno.
Ora noi ci domandiamo chi lo abbia eletto, ah sì, la Lega nord, già questo spiega tutto. Ma il signor Garavaglia vuole tagliare 200.000 stipendi a persone che guadagnano al massimo 1.100 €uro al mese?
Perchè lui come altri non si dimezza l'indennità e gli emolumenti da parlamentare, perché lui e gli altri partiti non si dimezzano i rimborsi elettorali e i finanziamenti ai partiti, perché lui e gli altri della cricca non dimezzano i costi esorbitanti della Camera e del Senato, perché lui e gli altri non cominciano a pagare i trasporti e a dimezzare le loro auto blu?
Ecco fatto signor Garavaglia il risparmio di 700 milioni di €uro all'anno che vuole togliere a chi guadagna soltanto 1.100 €uro al mese.
E c'è pure chi l'ha votato e chi l'ha messo lì.
Un suggerimento: prima di toccare i posti di lavoro con uno stipendio di sopravvivenza, toglietevi parte del vostro ed evitate di fare meschine figure come quella dell'altro giorno dove avete fatto muro sui doppi incarichi da amministratori pubblici.
Vergogna!

Il rogo del filosofo 412 anni fa, Giordano Bruno viene arso vivo in Campo dei Fiori a Roma. L'Inquisizione aveva bollato le sue idee come eretiche e pericolose


fonte: http://daily.wired.it/news/cultura/2012/02/17/rogo-filosofo-giordano-bruno-13673.html



“Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla”. Sono le parole pronunciate da Giordano Bruno di fronte al tribunale ecclesiastico che lo condanna a morte. Nel corso della sua vita il filosofo e scrittore aveva attraversato l'Italia e mezza Europa per sfuggire alle accuse di eresia e accrescere il suo sapere. Di lui ci restano molte opere, e il racconto della sua tragica fine, il 17 febbraio 1600. 

Perché è proprio durante i lunghi interrogatori condotti dagli inquisitori che la storia di Bruno viene a galla, e arriva fino a noi. Se fosse rimasto nel piccolo villaggio di Nola, dove era nato nel 1548 con il nome di Filippo, il futuro filosofo forse non avrebbe mai potuto conoscere i testi di Aristotele e Averroè. A cambiare il destino di Giordano è un prete del paese, che insegna al giovane a leggere e scrivere: e il suo mondo cambia prospettiva. Bruno lascia il suo paese all'età di 14 anni e si trasferisce a Napoli per studiare lettere, logica e dialettica. È qui che il suo pensiero viene plasmato da vari maestri di scuola averroista e agostiniana. Essendo deciso più di ogni altra cosa a proseguire i propri studi, sceglie di entrare in convento all'età di 17 anni e assumere il nome Giordano. 

Ma l'abito da frate domenicano va decisamente stretto a Bruno, che fin dai primi anni trascorsi nel convento di San Domenico Maggiore a Napoli dà prova di non sopportare i dettami imposti dallaControriforma, come il culto della Madonna. Come lo stesso Bruno racconta più tardi al processo, da giovane aveva rimosso tutte le immagini dei santi dalla sua cella, conservando solo il crocifisso. 

A Napoli non ci vuole molto perché il suo pensiero poco ortodosso balzi davanti agli occhi di tutti. Come apprendono gli inquisitori, Bruno invita calorosamente un novizio a gettare via la sua copia dellaHistoria delle sette allegrezze della Madonna e a sostituirla con qualcosa di meglio. Ma si spinge ben oltre, dato che legge di nascosto le opere proibite di Erasmo da Rotterdam e dichiara apertamente di avere qualche dubbio sul dogma della Trinità. 

La prima accusa di eresia non tarda a arrivare. Nel 1576 fugge a Roma, che sotto il pontificato del vecchio e ormai debole papa Gregorio XIII era piombata nel caos più totale. Visto che per le strade la gente si uccideva con fin troppa facilità, Bruno ha la saggia idea di fare i bagagli e ripartire. Riprende il nome di Filippo per una breve lasso di tempo e peregrina incessantemente tra Savona, Torino eVenezia. 

Dopo alcune avventure burrascose in Svizzera e Francia, si trasferisce in Inghilterra, dove ha il coraggio di difendere la teoria copernicana durante una lezione a Oxford: l'ateneo non gradisce affatto la cosa e lo caccia malamente. Nel 1586 Bruno raggiunge la Germania, dove colleziona una scomunica da parte della chiesa Luterana. Tuttavia, le sue opere – davvero poco ortodosse – iniziavano a circolare per tutta Europa e il suo nome acquisisce grande fama. 

La stessa fama che, purtroppo, segna la sua fine. Nel 1591 Bruno accetta l'invito del patrizio venezianoGiovanni Mocenigo, che lo voleva come suo maestro nella Serenissima. Ma quando il filosofo accenna al fatto di voler tornare in Germania per pubblicare l'ultima delle sue opere, il Mocenigo non la prende troppo bene e lo denuncia come eretico, consegnandolo nelle mani dell'Inquisizione. La notizia giunge all'orecchio degli inquisitori di Roma, che con molta probabilità già conoscevano le opere di Bruno. Così, nel 1593 il filosofo viene estradato dalla Serenissima e consegnato al Sant'Uffizio. Il lungo processo a suo carico va avanti per 7 anni, ma nonostante le torture e alcuni cedimenti, alla fine il nolano non ritratta le sue idee sull'infinità dell'universo e l'eliocentrismo. 

Tanto bastava all'Inquisizione, che lo bolla come eretico e ateo. L'8 febbraio 1600 il tribunale legge la sentenza di condanna al rogo. Nove giorni dopo, Bruno viene condotto in Campo de’ Fiori con la lingua serrata da una mordacchia, in modo che non possa parlare di fronte alla folla prima di essere denudato e arso vivo. Le sue ceneri, in segno di spregio, vengono gettate nel Tevere. 



sabato 28 gennaio 2012

Comunicato stampa arresti NO TAV-Parma



Il 26 gennaio con un atto repressivo, anche qua a Parma,  si è voluta stroncare la resistenza popolare contro la TAV e la solidarietà che riceve da molte parti d’Italia. Lo Stato e le Lobby pro-TAV hanno voluto artificiosamente dividere il movimento NO TAV in “buoni” e “cattivi”, per mettere la questione della TAV solo sul piano di ordine pubblico.
Vogliono stroncare un movimento che si batte contro la devastazione di un territorio, contro l’occupazione militare, contro le banche. Questa è la lotta contro un’opera inutile che costerà all’incirca 20 miliardi di euro quando potrebbero essere utilizzati in questo momento di crisi per la sanità, le pensioni, la scuola, per i lavoratori in difficoltà.
Esprimiamo solidarietà agli arrestati, ai denunciati e ai perquisiti. La resistenza popolare non si arresta.
Liberi subito
Gruppo Anarchico “A. Cieri” Parma - FAI

sabato 21 gennaio 2012

Comunicato stampa USI-Sanità e USB-Pubblico Impiego di Parma

Elezioni RSU nella Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma:
Per la sanità italiana si è aperto un periodo difficile, forse il più difficile da quando è nato il Servizio Sanitario Nazionale, dovuto agli sviluppi recenti della politica nazionale succube della crisi internazionale e del sistema economico capitalistico. Da vent’anni a causa di riassestamenti finanziari, crisi, inflazioni si tagliano i soldi alla Sanità Pubblica.
Viceversa le strutture private in questi ultimi anni godono di aumenti di capitali o agevolazioni dai vari governi susseguitisi nell’ultimo arco di tempo. Inoltre il Servizio Sanitario Nazionale deve fare i conti con un cambiamento organizzativo istituzionale e politico, il federalismo, molto di facciata e così poco utile a chi lavora nel settore o all’utenza. In questo scenario si richiede il sacrificio di un contenimento congiunto della spesa sanitaria a tutte le Regioni.
Si parla di un risparmio per il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale di 246 milioni nel 2011, 628 milioni nel 2012 e 2013. Il decreto prevede inoltre il blocco degli automatismi stipendiali per il triennio 2011-2013, gli aumenti maturati nel periodo 2011-2013 vengono cancellati. Di fatto vengono messe le mani nelle tasche dei lavoratori colpendone il reddito, diventato sempre più debole in confronto al costo della vita.
Inoltre una serie di disposizioni sono indirizzate a limitare le assunzioni per il personale a tempo determinato, è previsto un limite del 50%, favorendo quella piaga sociale che è il precariato.
In Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma le condizioni lavorative esistenti, così come nella società ad essa collegate, obbligano un approccio di sistema più efficace e un rafforzamento della rappresentatività sindacale di base. Nel prossimo mese di Marzo 2012 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo delle RSU nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma; USB e USIS condividono il percorso di partecipazione dal basso e a tal fine si impegnano a presentare propri candidati nella Lista “USB Pubblico Impiego” in occasione delle Elezioni per il rinnovo delle RSU del 5-6-7- Marzo 2012.
Le prime battaglie che affronteremo unitariamente saranno di vari livelli. Vista la forte crisi economica sensibilizzeremo i dipendenti per richiedere la riduzione degli stipendi “aristocratici” dei dirigenti amministratori Aziendali, di Comparto e  di Reparto. Per agevolare i lavoratori con figli faremo la richiesta della  creazione di un asilo aziendale interno e di una zona protetta nel quale lasciare i minori in età di protezione (0-14 anni) per breve periodo nel caso dell’accavallamento montante-smontante turno di coniugi dipendenti turnisti dell’azienda. Inoltre, richiederemo l’allargamento a tutti i dipendenti dei 12 minuti di cambio turno, a prescindere dal ruolo e dalla figura professionale. Il rinnovo sistematico dei contratti a tempo determinato, stabilizzazione progressiva del precariato in tempo indeterminato, fino ad azzerare le graduatorie esistenti ed attualmente bloccate.
USI-Sanità sez. di Parma e USB-PI Sanità Parma

giovedì 19 gennaio 2012

SGOMBERATA LA SEDE USI DI FIRENZE. SOLIDARIETA’ !

Articolo tratto da http://usipr.noblogs.org/post/2012/01/19/sgomberata-la-sede-usi-di-firenze-solidarieta/




Stamattina all’alba (19-01-’12) è cominciato, a Firenze, lo sgombero dello stabile occupato in via Conciatori n.4, sede tra l’altro dell’Unione Sindacale Italiana (USI-AIT),  del Circolo Anarchico Fiorentino e del “Progetto Conciatori”.
A questo sgombero è stata opposta resistenza, alcuni compagni sono saliti sul tetto cercando di resistere; mentre le cariche della polizia colpivano i compagni in strada che manifestano contro lo sgombero.
L’unione Sindacale Italiana condanna come fatto gravissimo l’attacco poliziesco alla sede di un sindacato di lavoratori e ne denuncia il livello di repressione che questo sgombero comporta, a maggior ragione quando ciò avviene ad opera del rappresentante di un partito che si dice dalla parte dei lavoratori.
Il sindaco della città non ha mai voluto ascoltare la proposta di autorecupero dello stabile da parte del “Progetto Conciatori”, ma ha abdicato ai voleri della speculazione privata.
Con lo sgombero di via dei Conciatori Firenze perde un’esperienza di autogestione che le ha dato importanti iniziative culturali e un progetto politico e sindacale unico per la difesa degli spazi sociali, del territorio e di tutti gli sfruttati.
Ancora una volta come Unione Sindacale Italiana siamo colpiti dalla speculazione che attacca le nostre sedi, esattamente come avvenne nel 1925 quando il regima fascista requisì tutte le sedi dell’USI, sedi che mai lo stato democratico ha pensato di restituire.
La Segreteria Nazionale e la Commissione Esecutiva dell’USI-AIT esprimono ai compagni fiorentini e toscani a nome di tutta l’USI-AIT la vicinanza e solidarietà e dichiarano il proprio sostegno a tutte le iniziative che i compagni fiorentini e toscani decideranno di mettere in atto.
Analoga solidarietà e vicinanza va anche a tutte le altre realtà presenti oggi all’interno dello stabile in via dei conciatori.

Segreteria Nazionale e Commissione Esecutiva USI-AIT

sabato 31 dicembre 2011

La Farnesina deferisce il diplomatico fascio-rock

fonte: http://www.repubblica.it/politica/2011/12/30/news/finisce_in_parlamento_il_diplomatico_fascio-rock-27409228/?ref=HREC1-1



Il console italiano a Osaka inneggia alla Repubblica Sociale, e fa "musica per i camerati". Il ministero degli Esteri prima minimizza poi interviene, il Pd e l'Anpi chiedono spiegazioni


ROMA - Inneggia alla Repubblica Sociale italiana, celebra squadristi e bandiere nere e ricorda, con orgoglio, le botte date ad un antifascista, all'università. Parole d'odio e di militanza nera, quelle che risuonano nelle canzoni del Katanga, leader del gruppo "Sotto fascia semplice". Uno che ai concerti, promossi da CasaPound, viene accolto con le braccia tese. Cantore fascio-rock e, allo stesso tempo, rappresentante diplomatico italiano all'estero: dietro allo pseudonimo, ben noto sulla scena neofascista italiana, si cela, come ha rivelato l'Unità, Mario Vattani. Ex braccio destro del sindaco Gianni Alemanno (è stato suo "ministro degli Esteri": dal 2008 al 2011 ha ricoperto il ruolo di consigliere diplomatico), figlio del più famoso Umberto, uno dei diplomatici più potenti d'Italia, attualmente ha il compito di rappresentare il nostro Paese in Giappone. Dallo scorso mese di luglio è stato, infatti, promosso console generale d'Italia a Osaka. Ma la Farnesina, presa visione del caso, ha deciso di deferirlo.

IL VIDEO: VATTANI SUL PALCO 1

Sul sito della rappresentanza diplomatica italiana viene riportato il suo curriculum "ufficiale": ha guidato l'ufficio economico commerciale all'ambasciata di Tokyo, è stato consigliere diplomatico di Alemanno quando era ministro delle politiche agricole e forestali e console d'Italia a Il Cairo.

formazione internazionale, grazie al background e ai mezzi che gli ha messo a disposizione il padre, è entrato nella carriera diplomatica nel 1991. Anni durante i quali era già un leader della musica identitaria, che animava (e anima) gli incontri della destra estrema negli spazi occupati e nei pub neri. Quella delle celtiche e dei raduni nostalgici a Predappio. Voce degli "Intolleranza" prima, fondatore nel 1996 dei "Sotto fascia semplice", non aveva mai cantato live. Anche se, come testimoniano le interviste rilasciate con lo pseudonimo "Katanga", era un sogno che aveva sempre coltivato. La musica, per lui, è sempre stata militanza. Una potente arma da usare per inculcare nei giovani quei valori fascisti di cui le canzoni sono impregnate. A documentare una delle sue prime uscite pubbliche, su Youtube, c'è un video che racconta l'esibizione presso "La tana delle tigri", raduno organizzato da CasaPound nei pressi dello stadio Olimpico.

Canta con Gianluca Iannone, voce degli Zeta Zero Alfa, e attacca pacifisti e disobbedienti. E' la prima esibizione pubblica dei "Sotto fascia semplice". Sul palco esibisce braccia ricoperte di tatuaggi, quelli che poi, nei viaggi da diplomatico, ha sempre celato dietro ad eleganti completi gessati, protetto dalle maniche lunghe. Anche nelle missioni estere con il sindaco Alemanno, da Auschwitz ad Hiroshima (un incarico retribuito con oltre 228 mila euro lordi annui). Una doppia vita anche nel look per il fascio-console. In Campidoglio è tornato, tre settimane fa, per salutare il sindaco e i suoi vecchi collaboratori  -  che ben conoscevano la sua attività di fascio-cantante. Le sue parole sono musica per l'orda nera: "Una repubblica fondata sui valori degli epuratori  -  canta in "Repubblica", uno dei suoi cavalli di battaglia - Da chi senza tante storie e con l'aiuto degli stranieri ha fatto fuori quegli ultimi italiani che fino alla fine hanno combattuto per un'altra repubblica".

L'altra Repubblica a cui si riferiva  - come spiega in un'intervista concessa ad uno di quei siti di controinformazione che lo osannavano - in contrapposizione a quella italiana ("fondata sui valori della resistenza, sui valori della violenza, sui valori del tradimento e dell'arroganza. Una repubblica fondata sulla lotta armata fatta da banditi e disertori, dinamitardi e bombaroli") è quella della Repubblica sociale, e oggi rappresenta "quella che ognuno di noi può incarnare attraverso la sua attività quotidiana, e non parlo solo di militanza". Un nickname, Katanga, che gli è stato dato a Bologna, durante una trasferta "in pullman  -  recita il testo della canzone dei Sotto fascia Semplice 'Automito'  -  le ore di canti, di grida, di inni di sezione. Il grande raduno, i saluti romani davanti alla stazione". In quegli anni militava nel Fronte della Gioventù, gli scontri con i "pelosi" antifascisti (come li chiama lui) erano all'ordine del giorno. Anni difficili, durante i quali, insieme ad altri militanti dell'estrema destra, finirà sui giornali in seguito al pestaggio di due giovani di sinistra davanti al cinema Capranica (salvo poi essere prosciolto). Ma dei pestaggi sembra andar fiero. E lo scrive, nero su bianco, con assai poca diplomazia. Nella canzone "Ancora in piedi" racconta di quando, dopo essere stato malmenato nella facoltà di Scienze Politiche, a Roma, si è vendicato dei suoi aggressori: "Siamo tornati col Matto e con Sergio, siamo passati dalla porta di dietro. Vicino ai cessi dalla parte dell'aula quarta c'era il bastardo che mi aveva aggredito. L'abbiamo messo per terra e cercava di scappare, ma è rimasto appeso a una maniglia. Gli ho dato tanti di quei calci, ed era tanta la rabbia, che mi sono quasi storto una caviglia". Definisce le sue canzoni "musica per i camerati". E la musica potrebbe essere il primo passo per sbarcare nell'attività politica, come ha lasciato intuire in un'altra intervista: "Ritornare a suonare dal vivo  -  ammetteva   -  significherebbe riprendere a fare politica attivamente. E' una cosa a cui sto pensando molto in questo periodo". E' venuto il momento  -  diceva - "in cui ognuno di noi capisce che è venuto il momento per lasciare l'isolamento".

La Farnesina si limita in una prima fase a difendere il primogenito di Umberto Vattani (e a definire la sua musica "un fatto di costume"). Poi, nel pomeriggio, rilascia un comunicato più netto: "Il Ministro degli Esteri Terzi, dopo aver preso conoscenza del caso, ha sin da ieri dato istruzioni affinché esso venga immediatamente deferito alla Commissione di disciplina del Ministero degli esteri, del che il funzionario interessato, Mario Vattani, è stato prontamente messo al corrente". 

La doppia vita del diplomatico approderà in Parlamento, con un'interrogazione preparata da Roberto Morassut (Pd): "Presenteremo un'interrogazione urgente al Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, per sapere se ritenga opportuna la nomina a console generale d'Italia in Giappone di Vattani, funzionario della Farnesina e leader di un gruppo musicale vicino agli ambienti di CasaPound. Crediamo che, nel momento in cui è ancora aperta l'indagine della Magistratura sull'ipotesi che alcuni esponenti di CasaPound siano responsabili di aggressioni e di violenze ai danni di militanti del Pd, non si possa derubricare a 'fatto di costumè la partecipazione di un diplomatico, nominato console in Giappone, a manifestazioni dove si inneggia alla Repubblica di Salò e ai rituali di una destra identitaria. Per quanto riguarda nomine importanti come quelle di diplomatici, che rappresentano il Paese all'estero, ci permettiamo di sollevare alcuni dubbi sui criteri adottati e sulla presentabilità politica del console Vattani".

L'associazione Libertà e Giustizia, tramite il coordinatore del circolo di Roma, Massimo Marnetto, chiede, con una lettera inviata al ministro Terzi, la rimozione immediata dal console: "Qui non si tratta di 'una questione personale' come ha tentato di minimizzare con inspiegabile leggerezza il portavoce della Farnesina. Infatti, Mario Vattani si pone contro il dettato dell'art. 54 della Costituzione, che vincola tutti i cittadini al  dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione. Inoltre, come titolare di delicate funzioni pubbliche di rappresentanza diplomatica, il Vattani-Katanga ha 'il dovere di adempierle con disciplina ed onore', come prescrive sempre l'art.54 della Carta. Per questi gravi e comprovati motivi, le chiediamo di provvedere affinché Mario Vattani sia rimosso al più presto dalla sua funzione, come segno di intransigente rispetto dei valori costituzionali, nati dal superamento della tragedia fascista". Preoccupazione viene espressa dal presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia: "Le ridicole, 'nere' esibizioni notturne di Mario Vattani, console italiano in Giappone, non possono non preoccuparci in quanto rivelatrici di un clima di 'nostalgismo fascistà che è penetrato fin dentro le istituzioni. L'ANPI, nel richiamare tutte le coscienze sensibili e responsabili ad una vigilanza attiva, con cesserà di condannare fermamente ogni gesto e azione che faccia riferimento a quel momento cupo e criminale della vita del Paese che fu il fascismo, già condannato dalla storia e fuori da ogni consesso che si dica civile e democratico".    
(30 dicembre 2011)  


martedì 27 dicembre 2011

Manovra bis, pronta una nuova stangata da 16 miliardi di euro.

fonte: http://www.corriereinformazione.it/2011122416268/fisco-e-previdenza/manovra-bis-pronta-una-nuova-stangata-da-16-miliardi-di-euro.html




È Natale, e come si sa, per le festività è consuetudine allietare i momenti in famiglia attraverso un piccolo scambio di doni. Ma se quest’anno la manovra “lacrime e sangue” del governo guidato da Mario Monti ha messo in forte difficoltà i ceti medio-bassi, ecco che arriva un nuovo “grande” regalo per gli italiani da parte del governo: una nuova manovra da 16 miliardi di euro.

Infatti l’esecutivo guidato da Monti dovrà affrontare nei prossimi mesi la questione che riguarda la riduzione del 3% l’anno, per un totale di 20 anni, del debito pubblico, al 120% del Pil, fino al 60%.
Basta dunque fare due conti, se la matematica non è un’opinione, e vedere come il nostro debito pubblico è di circa 1.900 miliardi di euro, il Pil di 1.586, quindi il 3% di debito sono 57 miliardi di euro l’anno da risparmiare (3,6% del Pil). Rientrare nel 3% vuol dire l’intervento dell’Europa al nostro debito pubblico, ovvero condizione indispensabile per gli interventi dell’Unione con il fondo “salva Stati” per l’acquisto di debito pubblico e avere così il sostegno della Banca Centrale Europea (Bce).
Il tutto fa parte del cosiddetto “fiscal compact”, che altro non è che il patto fiscale che gli Stati membri dell’Eurozona dovranno sottoscrivere nei primissimi mesi del nuovo anno.

Cifre da record che mettono a serio rischio la stabilità del nostro Paese e con esso la credibilità della manovra varata giorni addietro. Insomma, siamo così sicuri che basteranno gli interventi presi da Mario Monti per risollevarci e non andare ulteriormente nel baratro, così come già accaduto alla Grecia?
Un interrogativo di non poco conto visto anche che sembra già allo studio dei “tecnici” che ci governano una nuova manovra da ben 16 miliardi di euro.
Infatti se il precedente esecutivo guidato da Silvio Berlusconi aveva concordato la sottoscrizione della nuova regola europea a partire dal 2014, ora sembra che le cose siano leggermente cambiate e fin dal nuovo anno anche l’Italia dovrà sottostare al criterio che vede appunto la riduzione del 3% l’anno di debito pubblico.

Secondo le ultime stime il rapporto debito-Pil si aggirerà il prossimo anno intorno il 120% e non del 117% così come invece prescrive la nuova regola europea.
Scenari possibili che comunque vedono una situazione sempre più triste per gli italiani, chiamati quasi certamente ad un nuovo “sacrificio” in nome collettivo, sperando che almeno questa volta non ci siano misure ancora più vessatorie nei confronti dei ceti medio-bassi.

Francescochristian Schembri

Festa antifascista 20 ottobre 2018 via Testi 2 ore 18.30

Non è solo una grande festa antifascista, è una chiamata a tutte le forze antifasciste, quelle che si unirono attorno al più alto significa...