venerdì 20 maggio 2011

DIRITTO A NON VOTARE: FACCIAMOLO E DIAMOGLI UN SENSO



Il primo atto rivoluzionario, non ha nulla a che fare con lo stereotipo di violenza, devastazione, individualismo, non si usano armi, non uccide ne ferisce, perché il primo atto rivoluzionario è il liberare l’anima, intesa come libertà di pensiero e di giudizio.
Quando Errico Malatesta sosteneva che la prima rivoluzione è quella che si opera ciascuno nel proprio cervello,sosteneva la pienezza della verita'. Il non voto della settimana scorsa è stato dato dalla maggioranza come risposta di protesta contro uno pseudo-stato di fatto e non di diritto, nel quale ormai ben pochi si riconoscono. Ma sicuramente in questa operazione non è stata fatta alcuna rivoluzione nè culturale nè di sistema.
Noi anarchici per cercare di cambiare l'ordine delle cose esistenti non possiamo puntare su questo. Noi non siamo andati a votare perché siamo extraparlamentari da sempre, nella ferrea convinzione che l'uomo, grazie all'educazione libertaria, del significato profondo del concetto di libertà ed alla consapevolezza che nessun simile sia in grado di governarne un altro. Per questo non abbia bisogno di eleggere nessuno nè per rappresentarlo in una sede governativa, nè per dettare ad altri uomini leggi arbitrariamente ideate e promulgate.
Educazione e consapevolezza: piloni portanti dell'anarchia. educazione in culla e perenne,che il bambino riceve da subito al libertarismo, al rispetto delle idee dell'altro, alla tolleranza, alla fratellanza, al dissenso verso qualsiasi forma di governo che non sia quella dettata dal proprio io, all'onesta' intellettuale, all'abrogazione di qualsiasi forma di arrivismo e di illecito arricchimento da parte di stato, banche, istituti di credito, organi finanziari, ma convinti che ogni essere vivente è una risorsa preziosa per il bene della collettività e che il benessere di uno è uguale a quello di tutti gli altri, siamo convinti della giustezza del mutuo soccorso nei confronti dei membri della comunita'. La consapevolezza di tutto questo rende l'idea dell'anarchico tendende ad una società in cui vi possa essere un ordine delle cose totalmente diverso da quello attuale, non un'utopistica chimera.
Alla luce del momento attuale il nostro ideale è sempre piu' l'unica,vera alternativa ad un sistema sociale in disfacimento. L'ideale berlusconiano di liberalismo ha dimostrato che il ricco continua ad arricchire,ed il povero ad impoverire.Premiando il sistema bancario e non adeguando il costo della vita ad un euro in vorticosa salita,la working class è diventata succube di quest'ultimo,impegnandosi con mutui e prestiti,che con i loro tassi e clausole capestro,si trasformano in poco tempo in veri e propri usurai autorizzati dallo stato. Noi lottiamo da sempre contro questo sistema di lucro irresponsabilmente promulgato e gestito grazie all'acquiescienza di un governo dichiaratamente contrario all'interesse del popolo. Bakunin, grande antesignano dell'anarchia, progettava una distruzione del sistema vigente per poter operare una ricostruzione in linea con l'interesse del popolo. Negli anni '70-80 vi fu violenza nelle piazze , molotov alla mano, e non abbiamo conquistato niente. Noi di Casa Anarchica siamo fieramente non- violenti. Anarchici nel profondo del nostro io, ma rispettosi del disegno malatestiano della rivoluzione mentale.
Continueremo ad appoggiare il nostro credo, e cioè che il benessere dei pochi non puo' prevaricare quello dei molti.
Per queste motivazioni invitiamo ad esercitare il diritto di non votare dando un senso profondo e di cambiamento nella libertà di non mentire a voi stessi.

Casa Anarchica - Parma

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