lunedì 9 maggio 2011

Giusta la lotta, Casa Anarchica è solidale

Partendo dalla considerazione che il diritto allo studio non debba essere disgiunto dal diritto di alloggio degli studenti fuori sede; che l'allogio, oggigiorno, è un vero e proprio buisness non privo di speculazione. Per affittare una camera ci si imbatte in una giungla di prezzi che variano da 250 a 400 euro (media) mensili, che sommate a spese universitarie ( 865,52/751 euro annui con prima rata superiore a 500 euro), spese libri, mensa per chi ne ha diritto, spese di soppravivenza, si arrivano a totali mensili importanti che gravano sopratutto sulle famiglie.
E' logico affermare che il diritto allo studio debba essere universale, non solo rivolto alle classi agiate. Nel diritto allo studio poniamo il diritto all'alloggio agli studenti fuori sede e che non debba gravare ulteriormente sulle spalle ne degli studenti, ne delle loro famiglie. Dichiaramo giusta la lotta contro l'indebito profitto del mercato immobiliare e denunciamo il fenomeno dell'arricchimento- furto, non ultime le agenzie di settore immobiliare, di spregiudicati proprietari di immobili non immuni da contratti in nero e la mancanza di sensibilità al problema da parte sia del Comune che della Provincia di Parma.
Non convince l'intervento del sindaco Pietro Vignali, che da canali non ufficiali, si dichiara contrario all'occupazione di uno stabile abitato da piccioni. Non convince sopratutto quando parla di lavoro giovanile, nel momento in cui, oggi, le richieste d'impiego da parte delle aziende è sotto i minimi storici, ed il lavoratore è sempre più precario, cassa integrato, o licenziato. la retorica sterile del comunicato si infrange nel numero dei lavoratori precari all'interno dell'apparato amministrativo comunale e che non vi è volonta di stabilizzazione. Non ultimo invitiamo il Sig. Sindaco a sensibilizzarsi rispetto al fenomeno di speculazione abitativa e nel settore lavoro in nero di cui proprio gli studenti sono le prime vittime.
In quest'ottica Casa Anarchica Parma è solidale con gli studenti che hanno occupato l'ex studentato in Borgo Tanzi, ai quali va tutta la nostra stima e vicinanza.
Casa Anarchica Parma

lunedì 2 maggio 2011

Napoli: fasci e lame

http://www.parmantifascista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=6481&Itemid=1


I fascisti di Casa Pound si sono resi responsabili di una nuova aggressione, questa volta armati di coltelli, l'ennesima in pochi giorni, dopo quelle avvenute a Roma . E' accaduto stamattina a Napoli. Abbracciamo i compagni antifacisti napoletani, a loro va tutta la nostra solidarietà militante. E' veramente giunta l'ora di chiudere Casa Pound.
Di seguito, il primo comunicato dei compagni:
Il giorno 28 aprile, intorno alle 9 di sera, dopo la chiusura della facoltà di Lettere, sono comparse sui muri del palazzo svastiche e scritte inneggianti al nazismo. Come di consueto, i compagni della facoltà non hanno aspettato che calasse la notte per cancellare le svastiche e le scritte razziste che hannop imbrattato i muri di un luogo da sempre teatro di lotte studentesche ed antifasciste, preferendo organizzare fin dalla mattoina presto un momento aggregativo e di controinformazione per denunciare l’accaduto e ripulire la facoltà dai segni di quegli infami. Tra le 10.30 e le 11 pero’, nel bel mezzo dell’iniziativa, tre appartenenti a Cpi Napoli, tra cui il candidato nella lista “Liberi Con Lettieri” Enrico Tarantino , sono passati tra i compagni e dopo un breve diverbio verbale, senza alcuna esitazione, hanno tirato fuori le lame con cui hanno colpito tre dei nostri compagni,attualmente all’ospedale. Per ora le notizie che abbiamo circa il loro stato sono per due compagni punti di sutura alle braccia e alle gambe ( 9 per uno di loro, dietro il braccio, e 7 in tutto per l’altro ferito ad entrambe le gambe).Un altro compagno è stato attualmente spostato nel reparto chirurgia; oltre a ricevere 5 punti di sutura dietro la testa per un colpo da cinghia, deve essere operato ad una mano con cui, secondo i medici, si è difeso da un colpo che aveva ben altra e più grave destinazione.Probabilmente i muscoli della mano si sono lacerati,aspettiamo notizie.Gli antifascisti napoletani, di ogni territorio luogo e facoltà stanno intanto accorrendo sotto l’Università in attesa del corteo che partirà proprio da qui alle ore 16.00. Già fioccano comunicati infami dei fascisti di Casapound, che lamentano di aver subito un’aggressione, ma chiunque passasse sotto la facoltà in quel momento ha ben chiara la dinamica che si è sviluppata: un’aggressione vile, infame e armata contro dei compagni da sempre impegnati nelle lotte antifasciste.

sabato 30 aprile 2011

la resistenza antifascista non fu esclusiva rossa comunista

La resistenza non fu solo quella comunista ed essi non sono i soli eredi dei valori intrinsici di libertà, uguaglianza e giustizia. Se poi si insinua che la libertà è legata all'ideologia stalinista, cioè di una aspra dittatura colpevole di innumerevoli omicidi in nome del proletariato, allora possiamo parlare di schizzofrenia nel pensiero degli odierni "compagni" eredi litigiosi ed alla deriva dell'ormai sepolto PCI.
La repressione fascista colpì senza pietà tutti gli ambienti antifascisti, compreso i militanti anarchici. Questi furono tra i più accaniti propugnatori della costruzione di un "fronte antifascista", che unisse tutti, al di là delle differenze ideologiche. Ad un generico piano di unitarietà aderì la CGL, USI, UAI, la Federazione dei Portuali, i Ferrovieri autonomi e la UIL. Il progetto restò più che altro sul piano teorico per le solite divisioni ideologiche e per l'assenza rilevante del Partito Comunista Italiano.

Bandiera degli Arditi del Popolo, i quali furono tra i primi ad opporsi con la forza alle violenze fasciste

L'Adunata dei Refrattari‎, periodico anarchico di New York in lingua italiana, accolse e diede voce a molti esuli antifascisti
Nel momento più intenso dello squadrismo, gli anarchici (insieme ai socialisti, repubblicani e comunisti disobbedienti alle direttive di partito) furono immediatamente protagonisti di episodi di resistenza: gli Arditi del Popoloorganizzarono un serio tentativo di resistenza proletaria armata contro il fascismo, infliggendoli dure sconfitte a Sarzana, Civitavecchia, Viterbo e nel 1922 a Parma; altri agirono individualisticamente e tra questi uno dei più irriducibili fu senza dubbio Renzo Novatore (verrà ucciso il 29 novembre 1922 in un conflitto a fuoco con i Regi Carabinieri presso Teglia-Genova).
Il dibattito interno al movimento si svolse principalemte all'interno di riviste e periodici che nacquero e si svilupparono tra enormi difficoltà- clandestinità, minacce e azioni squadriste, difficoltà a reperire fondi, limitazioni drastiche della libertà di stampa, persecuzioni varie ecc.-. I più importanti giornali dell'epoca furono: «La Verità» (primo periodico anarchico clandestino del 1923), «La voce del Profugo», «Fede! settimanale anarchico clandestino» (pubblicato dal 1923 al 1926), «Pensiero e Libertà» (fondato da Malatesta e pubblicato dal 1924 al 1926), L'adunata dei refrattari (giornale pubblicato a New York, ma che raccolse numerosi articoli di anarchici italiani dal 1928 al 1972).
Nel !926 il governo fascista dichiarò illegale l'USI e la stessa UAI, ciò non fece altro che a riportare in voga l'atto individualista: nel 1926 Gino Lucetti attentò alla vita di Benito Mussolini; Michele Schirru e Angelo Sbardellotto furono condannati a morte per aver solo preparato un piano di attentato.

Gino Lucetti, attentò alla vita di Mussolini

Michele Schirru, condannato a morte per aver progettato un attentato al "Duce"

Purtroppo al movimento anarchico non venne risparmiata la violenza fascista: durante la marcia su Roma la sede di «Umanità nova» venne distrutta; molti anarchici, negli "anni '20", furono trucidati tra cui: Attilio Fellini, segretario della Camera del lavoro di Carrara, Raffaele Virgulti di Imola, Filippetti e Catarsi di Livorno, Cesari Rossi, cassiere della Camera del lavoro di Sestri Ponente, Pietro Ferrero, segretario Fiom a Torino e altri (da segnalare anche la morte, in seguito alle feroci persecuzioni, del comunista Antonio Gramsci e del giovanissimo Pietro Gobetti, fondatore de La Rivoluzione Liberale e fautore dell'iniziativa libera e priva da ogni influenza autoritaria).
Per sfuggire alla repressione,  molti anarchici scelsero l'esilio volontario all'estero (per es. Luce Fabbri, Armando Borghi, ecc.), pur mantenendo il contatto con i compagni italiani, molti altri invece vennero condannati al confino (tra cui malatesta), prevalentemente a Ventotene (il direttore delle guardie a Ventotene fu un certo Marcello Guida che nel 1969 diventò questore di Milano, fu lui che mentendo dichiarò suicida il defenestrato Giuseppe Pinelli), ma anche nelle altre isolette del Mediterraneo (Ustica, Tremiti...) adibite a tale scopo; altri furono "costretti" all'esilio (sin dal 1922 l'anarchico Severino Di Giovanni fu costretto ad emigrare in Argentina. Coloro che invece scelsero di spostarsi in Francia si raggrupparono intorno alla Federazione Anarchica dei Profughi Italiani ), riscoprendo l'internaziolismo: durante la Rivoluzione spagnola (1936-39), molti anarchici italiani, tra cui il già citato Berneri che morì nella Barcellona rivoluzionaria per mano probabilmente di un sicario stalinista, aderirono alla resistenza antifranchista.

 


Maria Occhipinti, anarchica siciliana

Emilio Canzi, anarchico e partigiano piacentino

La caduta del fascismo (8 settembre 1943) aprì un capitolo quasi sconosciuto della storia d'Italia, ovvero quello riguardante anarchici nella resistenza antifascista: durante la resistenza essi agirono sia individualmente, aderendo a formazioni partigiane non anarchiche, e sia nell'ambito di organizzazioni spiccatamente anarchiche (Brigate Bruzzi Malatesta, Brigata Pisacane, Brigata Silvano Fedi... ).
Molti partigiani anarchici divennero figure di spicco della resistenza antifascista, tra questi Bruzzi, Silvano Fedi ed Emilio Canzi (Canzi- nome di battaglia "Ezio Franchi"- nell'estate del 1944 divenne Comandante Unico della zona piacentina della C.L.N. Alta Italia)
Nonostante le difficoltà e la necessità di operare in clandestinità, molti libertari che si trovavano al confino costituirono, nel 1943, la Federazione Comunista Anarchica la quale successivamente confluirà nella FAI.
Nel gennaio 1945, a Ragusa, Maria Occhipinti e Franco Leggio "capeggiarono" la resistenza popolare antimilitarista al richiamo alle armi voluto dal governo dell'Italia liberata.

Nomi di Spicco
  • Pasquale Binazzi
  • Emilio Canzi
  • Umberto Marzocchi
  • Lorenzo Parodi
  • Armando Borghi
  • Pietro Bruzzi
  • Alfonso Failla
  • Giuseppe Bifolchi
  • Gino Lucetti
  • Arrigo Cervetto , nella Resistenza su posizioni Libertarie,

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinariaMedaglia d'argento al valor militare

  • Gogliardo Fiaschi
  • Silvano Fedi
  • Mario Orazio Perelli
  • Mario Mantovani
  • Ugo Mazzucchelli,comandante Battaglione Lucetti
  • Giovanni Mariga medaglia d'oro VM Resistenza rifiutata, per coerenza con ideologia anarchica

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinariaMedaglia d'oro al valor militare

  • Elio Wockievic , disertore di origini Goriziane, comandante della Lunense ,
  • Mario Betto, nome di battaglia Spartaco 
  • Nardo Dunchi,scultore di Carrara
  • Augusta Farvo, miliziana delle Brigate Bruzzi Malatesta
  • Giovanni Domaschi
  • Pietro Bianconi
  • Eugenio Maggi
  • Umberto Scattoni , assegnatagli postuma

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinariaMedaglia d'oro al valor militare

  • Lanciotto Ballerini

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinariaMedaglia d'oro al valor militare


Casa Anarchica - Parma

Oltre Casapound, mettiamo sotto pressione e presidiamo anche le sedi della Lega Nord



“Costituire degli eserciti regionali, sul modello della Guardia nazionale americana, che siano pronti a intervenire in caso di calamità naturali, di gravi attentati, di incidenti alle infrastrutture o ai siti produttivi e per mantenere l'ordine pubblico qualora il Consiglio dei ministri o i Governatori regionali lo deliberino”.
E' questo l'obiettivo che si propone di raggiungere la Lega con la proposta di legge presentata il 15 marzo. Il provvedimento, porta la firma di quasi tutti i componenti del gruppo del Carroccio (ad eccezione del capogruppo Marco Reguzzoni) prevede che le "milizie siano composte, tra l'altro, da cittadini italiani volontari cessati dal servizio senza demerito con età inferiore ai 40 anni”.
"Nella Repubblica manca uno strumento agile e flessibile che possa essere impiegato a richiesta degli esecutivi regionali per far fronte alle situazioni che esigono l'attivazione del sistema di protezione civile"… "L'importazione nel nostro ordinamento dell'Istituto della Guardia Nazionale permetterebbe di assicurare il soddisfacimento di queste esigenze liberando i reparti operativi delle Forze Armate da compiti di presidio del territorio dei quali sono talvolta impropriamente gravati e predisponendo uno strumento utilizzabile all'occorrenza quando il moltiplicarsi degli interventi all'estero riduca, ad esempio, le risorse organiche disponibili in patria.
Il Corpo dei volontari militari, previo superamento di esami psico-attitudinali, i militari che non sono più in servizio (senza demerito) e che non abbiano superato i 40 anni di età. Il limite di età varrà anche per gli ufficiali e i sottoufficiali. Il reclutamento dovrebbe avvenire su base regionale”. Il Carroccio già definisce "battaglioni regionali" avranno il carattere di 'strutture-quadro', che potrebbero poi aumentare di numero in caso di mobilitazione. I soldati regionali avranno l'obbligo di prestare servizio un mese all'anno, anche per garantire la formazione permanente del personale. La loro retribuzione sarà identica alla paga giornaliera che si riceve nell'esercito e ci sarà l'aspettativa non retribuita nel caso in cui i nuovi soldati lavorino nel settore pubblico o privato.
Toccherà all'Esercito e ai Carabinieri addestrare il nuovo 'Corpo Regionale' che non dovrebbe disporre di più di 20 mila uomini raggruppati in 20 battaglioni regionali (con il nome della regione di riferimento) sotto il comando di altrettanti tenenti colonnelli distaccati dall'Esercito e dall'Arma. Ogni battaglione quindi sarà composto da mille uomini e donne reclutati su base regionale. Le uniformi sarebbero identiche a quelle dell'Esercito, ma con un distintivo in più, 'ad hoc' per ogni regione. Girerebbero armati (armamento leggero) come i Carabinieri.
Per quanto riguarda la carriera, il governo dovrà assicurare una corrispondenza con i gradi dell'Esercito anche se con alcuni distinguo. Si preclude però il passaggio di questi 'miliziani' regionali all'Esercito o ai Carabinieri. Il Generale comandante del Corpo dipenderà dal Capo di Stato Maggiore della Difesa per quanto riguarda i compiti deliberati direttamente dal Consiglio dei Ministri, mentre i Tenenti colonnelli, che guidano i singoli battaglioni regionali, risponderanno direttamente ai presidenti delle Regioni in cui saranno stanziati per fronteggiare le emergenze locali. Il Corpo dei volontari militari non potrà essere impiegato fuori dall'Italia. Il primo firmatario del testo è il deputato della Lega, Franco Gidoni.
Questa la notizia ripresa dall’agenzia ANSA.it, poche righe che fanno raggelare il sangue!
La storia è ciclica: vi ricorda nulla?
La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) fu un corpo di polizia civile, ad ordinamento militare, dell'Italia fascista. Per via del colore della camicia, parte integrante della divisa di questo corpo, i suoi membri e la Milizia stessa erano noti anche con il nome Camicie Nere.
L'armamento era depositato nelle caserme e veniva distribuito al momento della chiamata e riconsegnato prima che i legionari venissero rimessi in libertà. L'uniforme era invece in consegna al legionario ed egli ne era responsabile tenendola presso la sua casa. Dell'uniforme, fino a che non saranno costituiti i battaglioni di guerra, non facevano parte le calzature; queste erano proprietà del legionario.
Accanto alla Milizia ordinaria vennero man mano create le specialità e le Milizie Speciali. Erano specialità della Milizia ordinaria le seguenti Milizie:
• Confinaria: con compiti di sorveglianza sulla linea di frontiera in concorso coi Carabinieri e la Guardia di Finanza.
• Universitaria: inquadrava gli studenti universitari e svolgeva per essi particolari corsi Allievi Ufficiali.
• Artiglieria Controaerea: organizzava e predisponeva la difesa contraerea territoriale.
• Artiglieria Marittima: costituiva ed addestrava le batterie per la difesa costiera del territorio.
Erano infine Milizie Speciali, le seguenti:
• Ferroviaria: con compiti di vigilanza e di sicurezza sulle strade ferrate, sul materiale e sulle persone.
• Portuaria: per la vigilanza dei porti e degli scali marittimi.
• Forestale: per la difesa del patrimonio boschivo nazionale e per il suo incremento.
• Stradale: destinata ad assicurare la disciplina della viabilità, alla difesa del patrimonio stradale dello Stato, a prestare assistenza e soccorso negli incidenti stradali.
• Postelegrafica: per garantire il miglior rendimento del servizio postale in pace ed in guerra, con compiti anche di Polizia Amministrativa.
Tutte le Milizie Speciali avevano anche compiti ed attribuzioni di Polizia Giudiziaria e la loro utilità si è dimostrata tale che, disciolta la Milizia, esse furono conservate trasformandole, spesso con gli stessi elementi, nelle attuali Polizie speciali, ad esse corrispondenti. Alla fine del capitolo, perché il lettore possa avere sempre sotto mano un quadro preciso di riferimento sui reparti che verranno di volta in volta citati, riporteremo lo schema dell'inquadramento della Milizia, con le sue Legioni, la loro numerazione, il loro Nome, la loro Sede e la zona di reclutamento. Questo reclutamento di tipo provinciale ha costituito uno dei più importanti caratteri di forza e di coesione dei reparti della Milizia che - in pace ed in guerra - erano formati dagli stessi uomini, inquadrati dagli stessi ufficiali: tutta gente nata e vissuta sulla stessa terra, unita dalle medesime usanze e tradizioni, parlante lo stesso dialetto, unita spesso da valida amicizia o, almeno, da vecchia conoscenza.
Nel Giugno del 1944 il Segretario del Partito Fascista Repubblicano propose di armare l’intero partito, formando brigate di camicie nere che si sarebbero chiamate “Brigate Nere”. L’assenso di Mussolini, malgrado il parere contrario del Ministro Graziani, arrivò con una circolare segreta che istituiva il “corpo ausiliario delle Brigate Nere”. E la costituzione ufficiale avvenne col Decreto 446 del 30 giugno 1944.
Ecco alcuni articoli del Decreto:
Art. 1 : la struttura politico-militare del Partito si trasforma in organismo di tipo militare e costituisce il Corpo Ausiliario delle Squadre d’Azione delle Camicie Nere.
Art. 2 : il ministro segretario del Partito assume la carica di comandante del Corpo.
Art. 3 : le Federazioni assumono il nome di Brigate Nere del Corpo Ausiliario e i commissari federali la carica di comandanti di brigata.
Art. 5 : gli iscritti al PFR di età compresa fra i 18 e i 60 anni e non appartenenti alle altre Forze Armate entreranno, in seguito a domanda volontaria, a far parte del Corpo delle Camicie Nere che, a seconda della loro idoneità fisica, provvederà al loro impiego.
Art. 6 : gli appartenenti alle formazioni ausiliarie provcenienti dalle Squadre d’azione e passati alle Forze Armate, alla GNR e alla Polizia, iscritti regolarmente al PFR, possono, a domanda, essere trasferiti nel Corpo delle Camicie Nere.
Art. 7 : compito del Corpo è quello del combattimento per la difesa dell’ordine della RSI, per la lotta contro i banditi e i fuorilegge e per la liquidazione di eventuali nuclei di paracadutisti nemici. Il Corpo non sarà impiegato per compiti di requisizioni, arresti o altri compiti di polizia. L’impiego delle Brigate Nere nell’ambito provinciale viene ordinato dai capi delle provincie.

Art. 10 : il ministro delle Finanze è autorizzato ad apportare le variazioni di bilancio necessarie per l’attuazione del presente decreto.
Art. 12 : il Corpo delle Camicie Nere si avvarrà, per i servizi sussidiari, del Servizio Ausiliario Femminile.
Ogni regione ebbe tante Brigate Nere quante erano le provincie. In più fu costituito un gruppo di Brigate Nere Mobili. Ogni Brigata prese il nome di un caduto per la causa del Fascismo.
Il 2 aprile 1945 il Capo di Stato Maggiore delle Brigate Nere, generale Facduelle, comunicava i seguenti dati complessivi:
- Forza in armi : 29000 uomini
- Caduti : 11 Comandanti di Brigata, 47 Ufficiali, 1641 Squadristi,
- 9 ausiliarie.
Tempi duri si prospettano nel prossimo futuro: la richiesta, dichiara origine fascista, della Lega Nord è stato rifiutata dal parlamento, ma conoscendoli bene, ne faranno il fulcro della loro campagna elettorale. La tensione nella società è arrivata al punto di rottura.
Noi Anarchici di Casa Anarchica – Parma vogliamo denunciare, ancora una volta, che non solo Casa Pound vada messa sotto pressione, ma anche le sedi della Lega Nord, contemporaneamente, andrebbero presidiate.
Un segnale forte, antifascista, che coinvolgano tutti i partiti d’opposizione, oltre ai comunisti, ma anche di associazioni, collettivi, semplici cittadini.
Casa Anarchica – Parma
(nella foto: Fabio Malandra, co-fondatore Casa Anarchica Parma)

"Siamo anarchici, extraparlamentari per la libertà, fratellanza, laicità e anticlericalismo"

 


Intervista a Flavia Burroni, co-fondatrice di Casa Anarchica Parma: "Non siamo eversivi. Non potremmo mai stare gomito a gomito in un parlamento con le forze politiche". http://www.parmadaily.it/Notizie/Dettaglio.aspx?pdi=39441&pda=CTT
 
Con tutta la confusione che c'è già oggi in politica ci volevate pure voi di Casa Anarchica di Parma!!! Scherzi a parte, perchè con Fabio Malandra avete deciso di fondare questo movimento? Ottima domanda Andrea! In realtà Casa Anarchica nasce dalle pagine di Facebook dalla fertile mente di Fabio Malandra, e subito dopo incontra quasi per caso una curiosa anarchica infermiera disoccupata di Roma, che per occupare tempo viaggia sulle pagine del social finchè non vede una paginetta contrassegnata da una bandiera nera e rossa ben conosciuta. La digita e le appare ''Casa Anarchica Parma''.
Guarda caso aveva appena ricevuto una proposta di lavoro proprio per Parma... contatti, scambi di idee, si scoprono colleghi di lavoro, e soprattutto di credo politico...
Quelle strane concomitanze che rendono la vita diversa ed interessante e fanno sì che una pagina virtuale si trasformi in un movimento che date le idee raccoglie persone provenienti dalle esperienze e convinzioni più disparate ma tutte sotto una comune insegna: quella di liberta', fratellanza, laicismo ed anticlericalismo che da sempre fanno dell'Ideale Anarchico un’esigua forza extraparlamentare.

Una forza eversiva? Nel nostro caso non eversiva, non violenta ma pregnante nella vita politica di un Paese alla deriva grazie a partiti al potere e governanti incapaci nella gestione della cosa pubblica proiettati solo alla realizzazione di interessi personali e lotte di potere interne.
Quindi, tornando alla tua prima domanda, la risposta può essere questa: è stato fondato il movimento anarchico di Parma per fare sentire anche la voce, per ora sommessa, di chi è fuori dal coro da sempre e tale vuol rimanere, ma che ha a cuore l'elemento che contraddistingue l'uomo da sempre: la libertà.

Come siete organizzati? Andrea, che parolona... "organizzazione"... siamo uno sparuto gruppetto che si appoggia alla Federazione di Parma; sarebbe bello esserne una affiliazione ma per il momento ci accontentiamo di essere presi in considerazione.

Quali sono gli obbiettivi dell'anarchia nel 2000? Gli ideali anarchici sono sempre quelli dalla nascita, diciamo che vorremmo si adeguassero alle richieste del momento attuale. Da Gaetano Bresci dal quale con Fabio Malandra traiamo ispirazione, vorremmo affermare la liberta' dell'individuo, il fervente anticlericalismo (attenzione, non si vuole contestare il Credo, ma solo l'istituzione Clericale!), la certezza dell'uguaglianza fra tutti gli uomini (nessuno può valere o essere considerato in modo diverso dall'altro), il principio di autogestione insito in ciascuno di noi, il diritto ad un lavoro equo e solidale dal quale ognuno possa trarre profitto in maniera equa, l'abbattimento del potere vero (quello economico detenuto dalle grandi Holding finanziarie, dai sistemi bancari, dagli istituti assicurativi che con le loro manovre speculative e di accrescimento del capitale sociale non hanno fatto altro che produrre in questi ultimi anni la crisi economica della quale vittima principale è il popolo lavoratore stipendiato).

Nell'immaginario collettivo credo che l'anarchia sia associata con la sinistra, in particolare quella degli anni '70. Quali gli elementi di collegamento? Vedi Andrea, questa domanda mi induce a pensare come facilmente luoghi comuni possano dare atto ad analogie talvolta reali ma alcune no. Io sono cresciuta con davanti le scene di ''Sacco e Vanzetti'', e con Here's to you nelle orecchie, con l'attentato di P.zza Fontana a Milano, con l'omicidio del Commissario Calabresi, con le parole di un grande del nostro giornalismo, Indro Montanelli, che in una bellissima intervista rilasciata dopo molto tempo dice testualmente 'io esclusi subito gli anarchici... l'anarchico non spara sulla massa, l'anarchico individua il bersaglio, quasi sempre un esponente del potere, e spara a viso aperto....''.
Anarchia deriva dal greco ana' (privativo), senza, e, arkè, potere: quindi letteralmente assenza di governo. Questo negli anni '70, anni di grandi sconvolgimenti politici e sociali, ha fatto sì che si fosse portati ad identificare il movimento anarchico con la sinistra, senza pensare che l'anarchia da sempre, è un movimento extraparlamentare, quindi ne' di sinistra nè di destra. Semplicemente, e con orgoglio, '”fuori'!
Certe analogie di pensiero molto forti con la sinistra, in speciale modo quella sessantottina, comunque non devono sconvolgere perché presenti nell’anarchia: mi riferisco, in particolare, alla convinzione dell'uguaglianza sociale, della comunione e condivisione delle ricchezze, dei diritti dei lavoratori e del proletariato nei confronti dei padroni, della distribuzione della ricchezza.

E' pensabile un vostro impegno diretto alle comunali di Parma del 2012? Con quali interlocutori politici? No, Andrea, un nostro impegno in tal senso non è pensabile; noi siamo orgogliosamente anarchici e l'anarchico non puo' far parte di nessun fronte politico. L'anarchico è, per etimologia e convinzione, la liberta', non puo' avere tessere, associazioni, confederazioni e soprattutto non puo' sedere in un parlamento gomito a gomito con forze politiche.
L'idea di un'eventuale partecipazione puo' eventualmente essere presa in considerazione solo come provocazione, e basta.

Quali iniziative avete intenzione di promuovere nei prossimi mesi? Bè, la prima che stiamo portando avanti con impegno è quella anti-inceneritore di Parma; anzi, approfitto per dire che noi saremo in piazza per la fiaccolata di Parma l’11 dicembre. Sarà una buona occasione per conoscere tutti coloro che avessero la curiosita' di sapere chi siamo.
La seconda, che come genitori ci interessa particolarmente, è quella del mercato equo e solidale e della filiera corta allo scopo di bypassare la grande distribuzione,ed avere finalmente sulla nostra tavola prodotti della nostra terra freschi, genuini, prodotti in un raggio brevissimo di chilometri, condivisi equamente con tutti coloro ne vogliano far parte, a prezzi reali, pagando equamente il produttore diretto ed abbattendo le frontiere create da coloro che distribuiscono e dal dettagliante.
Il nostro primo pensiero, come nella mente di Bresci, è che il popolo possa vivere libero e nel rispetto della propria autodeterminazione.

                                                                                    Andrea Marsiletti

venerdì 29 aprile 2011

COSTITUIRE UN FRONTE UNICO CONTRO OGNI RIGURGITO FASCISTA

http://www.parmadaily.it/Notizie/Dettaglio.aspx?pda=MAS&pdi=43851


Casa Anarchica Parma esprime vicinanza e soliderietà al compagno Direttore Andrea Marsiletti. Pur avendo sempre dimostrato di aver senso critico ed una coscenza non in svendita, nel contempo non ha mai mancato di dar voce a tutte le componenti politiche del nostro territorio e nazionali, esse fossero di sinistra, destra, addirittura noi anarchici. Evidentemente il PDL, in difficoltà politica, non perde occasione per cercare di imbavagliare la libertà di parola e criminalizzando la critica costruttiva, anche se essa è supportata da un'oggettivatà reale ed inconfutabile e il dialogo civile. La risposta dovrebbe venire proprio dalla piazza, da quel senso di antifascismo che bisognerebbe dimostrare non solo ed esclusivamente contro alcune organizzazioni, vedi Casa Pound, ma anche contro queste forze politiche reazionarie e liberticide che governano non solo l'Italia, ma detentori del potere radicato nel tessuto della nostra società. Una risposta chiara, non violenta, un fronte unitario di persone, partititi, collettivi, associazioni, uniti per la libertà di ognuno di noi. Mai più il crimine commesso contro Enzo Biagi e tutti quelli che furono perseguitati da coloro che oggi compongono il PDL. Questa è risposta che noi anarchici di Casa Anarchica proponiamo a tutte le persone ed i politici, non ultimi i cattolici, con una coscienza per difendere Andrea Marsiletti e la nostra libertà.
Casa Anarchica Parma

martedì 19 aprile 2011

Salsomaggiore, svastiche e bestemmie contro la sede Pd

Svastiche, bestemmie e insulti. Nella notte fra sabato e domenica alcuni vandali hanno imbrattato con scritte spray la porta-vetrina e il muro adiacente della sede Pd di Salsomaggiore in vicolo Rossetti.

A scoprire i danneggiamenti è stato un commerciante della zona che ha avvisato il segretario del partito Ernesto Cocconi, il quale ha poi avvisato i carabinieri.

Il segretario locale del Pd ha espresso rabbia e preoccupazione e ha sottolineato come "al di là della bestemmia, ci sia un chiaro messaggio politico, molto preoccupante".
Ultimo aggiornamento: 19/04/11

fonte: http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Salsomaggiore,%20svastiche%20e%20bestemmie%20contro%20la%20sede%20Pd&idSezione=24025

Festa antifascista 20 ottobre 2018 via Testi 2 ore 18.30

Non è solo una grande festa antifascista, è una chiamata a tutte le forze antifasciste, quelle che si unirono attorno al più alto significa...